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Filettino, il ritorno dell’orso sui monti Simbruini: «Non è un pericolo per l’uomo»

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FILETTINO - Da qualche anno, fonti abbastanza attendibili hanno segnalato agli Organi competenti, di aver avvistato l’orso marsicano sui Monti Simbruini. Una notizia molto interessante dal punto di vista della biodiversità e del recupero di “un anello mancante” nella catena alimentare in questa porzione dell’Appennino Centrale.
«Quella dell’orso marsicano, -commenta il comandante della stazione della Forestale Paolo Ottaviani-  non  è l' arrivo di un nuovo inquilino in queste terre, bensì un ritorno. L’orso infatti, è ricordato nelle storie e nelle leggende degli avi, sia a Trevi nel Lazio che a Filettino; purtroppo nei racconti degli anni passati, la sua figura è stata molto enfatizzata in senso negativo, a tal punto che l’orso è stato visto in maniera talmente distorta, che l’animale che invece è timido e solitario, è stato presentato come un  pericolo ed un danno, per l’uomo, gli animale e le colture. Come testimoniano i fatti, la realtà è ben diversa. Alcune persone, in questi giorni hanno rappresentato le loro preoccupazioni per i loro capi di bestiame; a tal proposito va subito detto che l’orso seppur riconosciuto come il più grande animale carnivoro italiano; si ciba per l’80% di prodotti vegetali (bacche, semi, frutta ecc), e solo sporadicamente caccia altri animali; altri individui hanno supposto di dover incontrare l’orso durante le escursioni in montagna; va detto a proposito che questa è assolutamente un’evenienza rara visto che le abitudini del plantigrado sono prettamente notturne, ciò è confermato anche dai recenti avvistamenti ad opera di residenti e turisti, che hanno riferito di aver avvistato l’orso, anche lungo la strada provinciale, in orario notturno.
A riprova di ciò, va evidenziato come le popolazioni del Parco Nazionale d’Abruzzo, convivano quotidianamente con l’orso in maniera pacifica e serena; non facendosi mancare di fare le escursioni, di raccogliere la legna in bosco, di raccogliere i funghi, le fragole, e quant’altro consentito dalle leggi Sono molto più frequenti gli attacchi alle greggi da parte di altri componenti della catena alimentare che da parte dell’orso che peraltro durante l’inverno entra in letargo.
Il ritorno dell’Orso sui Monti Simbruini oltre che un elemento di forte valore ambientale del luoghi, - un elemento di sicuro richiamo turistico che potrebbe far ripartire l’economia del comprensorio dell’area protetta; un’attrattiva per le scolaresche, per gli studiosi e per gli amanti della flora e della fauna selvatica. L’orso è un animale selvatico solitario che sfugge l’uomo. Qualora, per caso, lo si dovesse incontrare, non va disturbato o avvicinato e va lasciato in pace.
È da qualche anno che l’orso si aggira sui Simbruini -continua il comandante Ottaviani-, ultimamente ha deciso di farsi vedere in giro, sulla strada provinciale, durante la notte. Vale la pena quindi di accogliere favorevolmente il ritorno di un animale così importante, per il quale tutti siamo chiamati a mobilitarci in suo favore ed in suo sostegno, contribuendo al lavoro di monitoraggio diuturno degli uomini dell’ufficio naturalistico del Parco dei Monti Simbruini e del Corpo Forestale dello Stato».

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