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Fotovoltaico, il consigliere Felli sposa la linea CIA. "Basta occupare soltanto i terreni agricoli"

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FROSINONE - Fotovoltaico, basta "colonizzare" terreni destinati all'agricoltura. Il consigliere provinciale di opposizione Mario Felli dunque sposa la linea espressa di recente dalla CIA provinciale, e in una nota spiega: "Negli ultimi anni si è assistito alla proliferazione degli impianti fotovoltaici installati a terra.

Nel periodo 2007-2012 l’elevata incentivazione ha innescato, infatti, due fenomeni tra loro dipendenti: l’installazione di impianti a terra di potenza medioalta, per acquisire economie di scala proporzionali alla potenza installata e l’occupazione di una crescente superficie agricola sottratta alla coltivazione.

Molti imprenditori agricoli e proprietari terrieri - prosegue Felli - hanno sfruttato l’opportunità del fotovoltaico a terra, ma – anziché investire direttamente – hanno preferito incassare le laute rendite offerte da investitori estranei al settore primario. Gli imprenditori agricoli hanno quindi assistito passivamente all’occupazione di superficie agricola da parte di investitori esterni. Nel 2012, finalmente, il decisore pubblico è intervenuto concretamente a limitare la proliferazione del fotovoltaico a terra, con l’emanazione dell’art. 65 della Legge 24.3.2012 n. 27 con il quale ha introdotto alcune significative novità.

In particolare, ai sensi del primo comma dell'articolo 65, gli impianti fotovoltaici ubicati a terra in area agricola non possono accedere agli incentivi statali di cui al D.L. 28/2011 (recante "Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE"). Il nostro Legislatore ha, così, preso atto e, quindi, normatizzato che l’impianto fotovoltaico per l'agricoltura ha avuto sinora solo ricadute negative con sottrazione di terreni alla destinazione produttiva e impennata del costo degli affitti.

Un recente studio - dice poi Felli -ha calcolato che per produrre attraverso i pannelli solari tutta l’energia di cui il nostro paese ha bisogno in un anno sarebbero necessari 2.000 km2, lo 0,62% del territorio italiano, territorio che, tolte le zone abitate, andrebbe sottratto inevitabilmente all’agricoltura.

Al fine di evitare che con l’espandersi del fotovoltaico si verifichi una consistente riduzione dei terreni destinati alle coltivazioni agricole ben venga la proposta del Presidente della CIA, Ettore Togneri, il quale nel comunicato pubblicato su “La Provincia” dopo avere evidenziato, da una parte, l’importanza del fotovoltaico (quale energia pulita) e, dall’altra, il rischio del cd. fenomeno di “colonizzazione” di fondi agricoli per ospitare mastodontici impianti a terra di energia fotovoltaica, ha suggerito di installare i pannelli sui tetti di case, capannoni, stalle, rimesse ed edifici pubblici.

Non dimentichiamo che a seguito della crisi industriale numerose fabbriche (dotate di consistenti strutture) esistenti nel nostro territorio sono state chiuse. A questo punto dovere sia dei Comuni che della stessa Provincia di Frosinone è quello di incentivare la realizzazione di siffatti impianti sopra le relative coperture.

Tale opera di riconversione - concluide la nota- costituisce una grande passo in avanti per il nostro territorio: produrre energia pulita senza intaccare il patrimonio agricolo i cui prodotti sono conosciuti oltre i confini nazionali. Conclusivamente lo sviluppo delle agroenergie è certamente una buona notizia per l’economia nazionale; allo stesso tempo però bisogna allontanare il rischio che queste snaturino la vocazione di produrre cibo propria del comparto agroalimentare.

 

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