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Rifiuti, Retuvasa attacca: "Colleferro si tutela contro le delibere dei Comuni di Anagni e Paliano"

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COLLEFERRO - "Mentre i cittadini della Valle del Sacco iniziano a  prepararsi alla mobilitazione generale del 6 ottobre 2012, promossa dal Coordinamento Valle del Sacco, che chiamerà a raccolta la società civile a difesa dell’intero territorio, le amministrazioni locali si dividono sul tema dei rifiuti".

Con questa nota la Rete per la tutela della Valle del Sacco denuncia la situazione di "conflittualità" venutasi a creare tra Comuni limitrofi sul tema dei rifiuti: "Da segnalare, tra gli atti amministrativi che ci lasciano alquanto sconcertati - scrive Retuvasa - la delibera di Giunta Comunale di Colleferro n. 187 del 3 agosto 2012, che nomina un rappresentante legale per tutelare gli interessi in gioco, versus le relative delibere dei Consigli comunali di Paliano e Anagni, avallanti un ricorso al Presidente della Repubblica contro il Piano Regionale Rifiuti (PRR), con particolare riferimento all’inserimento dei due Comuni nell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) di Roma.

Perché il Comune di Colleferro si preoccupa tanto delle istanze presentate a tutela del territorio dalle due amministrazioni limitrofe? Non dovrebbe invece prestare attenzione alle argomentazioni di elevata qualità tecnica - non solo sugli ATO - espresse dalle associazioni nazionali e locali in un altro ricorso contro il PRR, depositato al TAR?

Nella DGC in questione, la Giunta Comunale rinnova l’interesse a proseguire l’attività della discarica di Colle Fagiolara in funzione dell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Colleferro - da non confondere con quello di Castellaccio a Paliano - tuttora in fermo autorizzativo presso gli uffici preposti della Regione. Se l’autorizzazione giungesse oggi, l’impianto non sarebbe completato, con ogni probabilità, prima del 2014. Nel frattempo, però, consentirebbe, come una sorta di Cavallo di Troia, di continuare a riversare rifiuto tal quale, a Colle Fagiolara, contro ogni direttiva comunitaria.

Il ciclo regionale dei rifiuti, oggetto di numerose procedure di infrazione e storicamente rappresentante un fallimento economico e ambientale sotto gli occhi di tutti, è evidentemente giunto al capolinea, ma l’amministrazione colleferrina pare non accorgersene.

Gli ambientalisti locali, che non sono sprovveduti affetti da sindrome NIMBY, non avrebbero presentato opposizioni ad un progetto di TMB degno di questo nome, capace di differenziare il rifiuto con l’invio ai consorzi di filiera (carta, plastica, vetro ecc.), senza produzione di eco-balle per l’incenerimento, garante di percentuali bassissime di conferimento in discarica. Nulla da obiettare a un progetto di TMB di seconda generazione, con implementazione di isola ecologica, mini-impianto di compostaggio, porta a porta spinto, centro studi per la riduzione del rifiuto in uscita, centro di informazione per la riduzione a monte.

Nulla di tutto ciò è previsto nel progetto di TMB in iter autorizzativo. Con grande soddisfazione degli ovini che -conclude ironicamente la nota di Retuvasa - come in questi giorni, potranno continuare a pascolare all’interno del perimetro del sito di una discarica in esercizio".

 

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