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Valle del Sacco, No impianto Tmb al Castellaccio: sit-in piazza ad Anagni. Cresce il fronte della protesta

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ANAGNI - Un NO forte e deciso alla costruzione di un impianto per il Trattamento meccanico - biologico dei rifiuti, al Castellaccio e in qualsiasi altro Comune della Valle del Sacco.

 E' questo il grido d'allarme che il Coordinamento della Valle del Sacco, che riunisce associazioni, comitati, partiti politici e semplici cittadini, ha voluto lanciare dalla città dei Papi, sabato pomeriggio, dove si è svolta un'assemblea pubblica sulla questione legata al nuovo impianto TMB nel comune di Paliano, alle porte di Anagni.

La protesta si è presto trasformata in proposta, quando al sit-in di viale Regina Margherita, si sono avvicinati molti cittadini intenti nella passeggiata del sabato sera, per capire cosa fosse successo.

 

Presto detto. Succede che 300mila tonnellate all'anno di rifiuti indifferenziati, stanno per essere dirottati dalla città di Roma che si trova in piena emergenza, presso un ex sito industriale di Paliano, che Ama e Acea (gestori del ciclo dei rifiuti nella Capitale) stanno per trasformare in impianto TMB. E' verosimile che, una volta a regime, l'impianto lavorerà il 50% dell'immondizia trasformandola in energia e il resto verrà dirottato in una discarica, probabilmente quella di Collefagiolara, a Colleferro, a due passi da Paliano.

Una ipotesi questa che si è trasformata in certezza dopo la decisione del Commissario romano dell'emergenza rifiuti, il Prefetto Sottile, che ha annunciato a mezzo stampa che il quinto impianto Tmb regionale sarà al Castellaccio, come individuato da tempo proprio da Ama e Acea. Salvo sottolineare, ha aggiunto il Prefetto che l'unico vero problema per il territorio potrà essere "l'aumento del traffico veicolare" (dal casello A1 di Anagni e verso la Casilina) ma che "non c'è pericolo per i cittadini".

La Valle del Sacco però non ci crede più. Non c'è specchietto delle allodole che tenga. E allora ecco i sit-in e le assembleee per informare i cittadini. In strada sabato erano in molti, provenienti da Anagni e dalle sue periferie. E poi ancora da Paliano, Colleferro, Artena, Serrone, Piglio, Acuto e altri centri. Tutte zone dove la protesta è partita da tempo all'unisono.

Sotto accusa le scelte emergenziali delle Capitale, il prefetto Sottile e il sindaco Alemanno. Ma soprattutto la Regione Lazio e la presidente Renata Polverini e il suo "sciagurato Piano rifiuti che ha unito Anagni e Paliano all'Ato di Roma e Provincia". Con l'amministrazione regionale finiscono sotto accusa anche il consigliere regionale anagnino Franco Fiorito, il presidente della Provincia Iannarilli, Comuni di Anagni e Paliano coi rispettivi sindaci Noto e Sturvi. Tutti accusati di non aver fatto abbastanza, quanto meno, per evitare "lo scempio" ovvero "la violazione di un territorio già violentato dal punta di vista ambientale".

In campo ad Anagni molti esponenti politici locali tra cui il consigliere provinciale Mario Felli, il capogruppo de PD al comune di Anagni Egidio Proietti, il consiglire d'opposizione palianese Tommaso Alfieri. Tutti uniti insieme contro la decisione che danneggia il presente e il futuro della Valle del Sacco già pesantemente maltrattata. E la protesta sembra destinata a crescere.

 

 

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