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Coordinamento Valle del Sacco, scocca l'ora della petizione popolare contro il Piano rifiuti

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COLLEFERRO -  Si è riunito ieri  il Coordinamento Valle del Sacco (CVS) per programmare le azioni da intraprendere sul territorio.

Le parole chiave ribadite nella riunione, a cui hanno partecipato realtà associative, rappresentanti politici e singoli cittadini si possono riassumere nella "condivisione degli obiettivi da raggiungere, attraverso la messa in atto di pratiche costanti di sensibilizzazione sia dei cittadini residenti, che delle amministrazioni della Valle" scrivono in unanota i responsabili del CVS, "in modo da poter superare i confini provinciali di Roma e Frosinone, attraverso il senso di appartenenza ad un territorio che non è riuscito ad erigere barriere geografiche quando sono state compromesse in modo grave le matrici ambientali".

"Obiettivo di grande attualità da considerarsi primario è quello dei rifiuti sul quale si è concentrata la discussione, e per il quale si procederà su diversi piani di intervento che prevedono, in prima battuta, la necessità di essere rappresentati localmente nel ricorso al TAR contro il piano della Regione Lazio, azione supportata anche da attività di denuncia presso la Comunità Europea.

Necessario nel frattempo rendere la cittadinanza consapevole - prosegue la nota - di come un piano rifiuti così come concepito possa essere dannoso per le comunità locali.

Per semplificare lo strumento di divulgazione è stato deciso di redigere una piattaforma programmatica territoriale, al fine di ribadire i concetti fondamentali di un ciclo dei rifiuti che possa essere veramente considerato virtuoso, a cui si affiancherà una petizione popolare che verrà sottoposta attraverso iniziative che vedranno i componenti del coordinamento proporsi nei diversi comuni della Valle.

Inoltre è stato ritenuto indispensabile attivare pratiche di mobilitazione che avranno lo scopo di portare all’attenzione di tutti i gravi disagi che corrono e potranno correre i comuni di Colleferro, Anagni e Paliano, da noi definito triangolo industriale dei rifiuti con vecchi e possibili nuovi insediamenti.

Questa fase, oramai non più preliminare, ha lo scopo di costituire un’unità di controllo che possa permettere con strumenti di diversa natura di preservare ambiente, salute e occupazione, assumendo come esempio negativo un passato che ha volutamente dimenticato i diritti primari del cittadino e permettere al futuro di essere meno lontano e irraggiungibile.

Teniamo a precisare che, chi cerca di mistificare un lavoro così importante a livello sociale con l’intento di ramificarsi nella costruzione di un nuovo modello di società - conclude la nota del CVS - non più subordinato a criteri di logiche puramente economiche, rappresenta per tutti un pericolo e non di meno una grave mancanza di rispetto per una volontà popolare necessaria, non più prorogabile".

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