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Regione Lazio, Birindelli: «Ad aprile 63 lanci: 6300 coppie di Torymus contro il cinipide del castagno»

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ROMA - «Verranno effettuati entro questo mese 63 lanci di oltre 6300 coppie di Torymus nei siti castanicoli colpiti dal Cinipide, il parassita di origine cinese che dal 2005 ha colpito le piante di castagno del Lazio». Lo ha dichiarato Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio.
«I siti interessati – ha aggiunto Birindelli – sono stati individuati a seguito di accurati sopralluoghi dagli ispettori fitosanitari regionali in stretta collaborazione con gli enti locali e i castanicoltori. La prima fornitura di coppie provenienti dall’Università di Torino saranno lanciate entro il 20 aprile nei castagneti  dove le condizioni fenologiche sono già idonee. Nella provincia di Viterbo riguardano i territori comunali di Caprarola, Carbognano  e S. Martino al Cimino; nella provincia di Roma interessano i comuni di Bracciano, Tolfa/Allumiere, Lariano, Cave, Rocca di Papa, Carpineto, Montelanico, Artena, Capranica Prenestina, Segni e Arcinazzo; nella provincia di Frosinone sono interessati i comuni di Patrica, Fiuggi e Isola Liri mentre nella provincia di Latina i comuni di Norma e Maenza.
Per la scelta dei restanti siti, le valutazioni sono ancora in corso. Secondo le nostre previsioni, i territori comunali in cui verranno effettuati i successivi rilasci dell’insetto antagonista del Cinipide sono nella provincia di Viterbo: Soriano nel Cimino, comune di Viterbo, Canepina e Vallerano, nella provincia di Frosinone: Terelle e Alatri, nella provincia di Rieti: Pescorocchiano, Collalto Sabino, Collegiove, Borgovelino, Castel S. Angelo, nella provincia di Roma: S. Vito Romano, Gerano, Bellegra, Velletri.
«Con questa prima fase di lanci – ha concluso l’assessore Birindelli - entra nel vivo il piano di lotta biologica al Cinipide per l’annualità in corso condotto dall’amministrazione Polverini in collaborazione con l’Università di Torino, l’Università della Tuscia e gli enti locali interessati.
Ricordo che abbiamo già allestito a Velletri un secondo Centro di moltiplicazione del parassita antagonista e che dal centro Arsial di Caprarola giungono buone notizie sui risultati dei lanci effettuati lo scorso anno in via sperimentale sulle piante di castagno. L’insediamento del Torymus si ritiene infatti già sicuro e questo ci fa ben sperare sulla possibilità che il Lazio stia percorrendo la strada giusta per uscire al più presto dall’emergenza».

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