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Piano Rifiuti Lazio, ore decisive: più scontri che confronti. Clini: «Garantire sostenibilità e rispetto leggi»

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ROMA - Sono giornate decisivi per il futuro del Piano Rifiuti della Regione Lazio, con due riunioni in programma per questa settimana e una la prossima, tutte decisive. Il ministro Clini è tornato a ribadire i capisaldi della linea del governo: aumentare la percentuale di raccolta differenziata per scongiurare l’emergenza ambientale, e assicurare il rispetto di tutte le norme di legge in materia ambientale prevenendo situazioni di emergenza legate alla chiusura della mega-discarica di Malagrotta.
«Noi seguiamo – spiega il ministro Corrado Clini - in modo ordinato e trasparente il nostro programma per consolidare soluzioni fattibili e coerenti con le leggi, lontani dalla polemica nella quale in molti cercano di trascinarci. Abbiamo cominciato il 12 marzo e  il 30 aprile vogliamo adottare gli accordi e i provvedimenti necessari per prevenire l'emergenza a Roma: 48 giorni per affrontare problemi aperti da anni, e avviare il percorso che entro il 2014 porterà Roma al livello delle più importanti capitali europee». La prima riunione, convocata per domani 4 aprile, è finalizzata ad individuare il piano operativo per «ridurre i quantitativi di rifiuti prodotti ed aumentare la quota della raccolta differenziata e del conseguente recupero di materia»
La seconda riunione (in programma dopodomani, 5 aprile), è finalizzata ad individuare il piano operativo per «rendere pienamente efficienti gli impianti di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti (TMB), ai fini della produzione di una frazione biostabilizzata e di una frazione da destinare al recupero energetico».
La riunione che si svolgerà  il 12 aprile, è finalizzata alla Individuazione del sito di discarica per la gestione transitoria e del sito per il conferimento a regime (2014) di non oltre il 20% dei rifiuti trattati.
L’eurodeputato PD Francesco De Angelis ha commentato positivamente le dichiarazioni del ministro: «Condivido le considerazioni del Ministro – ha spiegato De Angelis, affrontando il nodo del TMB di Paliano – bisogna investire nella raccolta differenziata come avviene nelle più importanti capitali europee e nelle regioni più sviluppate dell’Italia. Non è realistico superare un’emergenza con deroghe a vincoli ambientali, arrecando danno ai territori. Bisogna puntare sul recupero e riciclo di materia e sul recupero energetico, le discariche devono essere solo una soluzione residuale del ciclo di gestione dei rifiuti. Inoltre il Ministro ha bocciato anche l’ipotesi dell’impianto TMB a Paliano e questa è davvero una buona notizia, visto che si tratta di un territorio dove già insiste la discarica di Colle Fagiolara e dove c’è il Parco Naturale de La Selva, un patrimonio che andrebbe invece tutelato, difeso e valorizzato».
Affonda la polemica politica il consigliere di SEL Filiberto Zaratti, che accusa in particolare la governatrice Renata Polverini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno di aver dato vita ad un «partito del no alla differenziata, che rema contro il raggiungimento degli obiettivi fissati dalle normative europee e nazionali».
«Il trio – spiega Zaratti – manifesta scetticismo sulla proposta avanzata dal ministro Clini, che ha voluto invece richiamare ciascuno alle proprie responsabilità istituzionali per un nuova gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio in linea con l’Europa. Ma se non si rompe il cortocircuito del sistema arcaico della raccolta dei rifiuti, impostato ancora sul sistema duale e sul conseguente conferimento in discarica – conclude Zaratti – l’esito non potrà che essere quello di replicare altre discariche come Malagrotta. Ed è per questo che le resistenze manifestate fin qui dal partito del no di Alemanno, Polverini e dal commissario Pecoraro sono ingiustificate e hanno come diretta conseguenza quella di far perdurare il sistema di monopolio della gestione dei rifiuti a Roma».
La presidente della Regione Renata Polverini aveva polemicamente dichiarato due giorni fa in merito agli incontri programmati: «La nostra partecipazione alle riunioni dipenderà dagli impegni che abbiamo. Se il ministro è tanto bravo come dice allora lo trovi lui un sito differente dai sette che abbiamo indicato».
Insomma: i tempi stringono, e la politica anziché decidere continua di fatto a sollecitare un intervento tecnico che risolva i problemi senza compromettere il consenso.

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