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Rifiuti Lazio, Polverini scrive a Clini e attacca Comune di Roma e Provincia

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ROMA - La presidente del Lazio Renata Polverini prende carta e penna e scrive al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini e tenta di raccontare, dal suo punto di vista, "dieci anni di omissioni e rinvii" da parte delle amministrazioni regionali che hanno condotto alla situazione delicata ed emergenziale, odierna, dei rifiuti a Roma e nel Lazio.

Nella missiva Polverini ricorda come "la Regione Lazio fu oggetto fin dal lontano 2007 di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, il cui effetto sanzionatorio risulta al momento sospeso solo grazie all'approvazione del Piano rifiuti, proposto dalla Giunta regionale attuale, ed approvato lo scorso 18 gennaio 2012 dal Consiglio regionale dopo una attesa di ben dieci anni.

In data 28 dicembre 2010, con nota prot. n.N.Q.L. 090945, l'Assessorato alle Politiche Ambientali e del Verde Urbano di Roma Capitale, comunicava all'Assessore Regionale alle Attività Produttive e Politiche dei Rifiuti,  che, sulla base dei risultati esposti nel documento di Analisi di Siting, allegato alla nota predetta, 'si può concludere che nel territorio di Roma Capitale non vi sono aree idonee alla realizzazione di nuovi impianti integrati per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti urbani, provenienti dalla raccolta dei rifiuti solidi urbani del Comune di Roma", invitando la Regione Lazio ad "avviare con immediatezza le attività propedeutiche alla individuazione di un sito per la realizzazione di un sistema integrato per la gestione dei rifiuti nell'ambito del SubATO Roma'".

"La Regione Lazio - prosegue la lettera - ha preso atto di quanto su esposto e ha constatato la materiale inerzia della Provincia di Roma, alla quale , ai sensi dell'art. 197 comma primo, lettera d) del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., compete 'l'individuazione, sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all'articolo 20, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ove già adottato, e delle previsioni di cui all'articolo 199, comma 3, lettere d) e h), nonché sentiti l'Autorità d'ambito ed i comuni, delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti'.

Considerate, pertanto, le coincidenti e persistenti inadempienze delle due Amministrazioni competenti, la Giunta regionale, che aveva già adottato il Piano di Gestione Rifiuti, in data 19 novembre 2010, nel quale erano contenute le "informazioni sui criteri di riferimento per l'individuazione dei siti e la capacità dei futuri impianti di smaltimento o dei grandi impianti di recupero, se necessario", nonché "la promozione della gestione dei rifiuti per ambiti territoriali ottimali...." come stabilito dall'articolo 199, comma 3, lettere d) e h) del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., è stata costretta ad esercitare il potere sostitutivo, producendo un documento chiamato "Analisi Preliminare", interno alla Regione Lazio, dove in via assolutamente iniziale è stata valutata la compatibilità di alcuni siti, desunti dagli archivi regionali, individuati come potenzialmente idonei, con i criteri di localizzazione dei siti di discarica e impianti stabiliti nella pianificazione regionale, allora adottata dalla Giunta Regionale".

"Infatti, - spiega ancora la lettera - dovendo individuare, in via preliminare ed obbligata, causa l'esaurimento delle volumetrie disponibili nella discarica di Malagrotta, nonché la procedura di infrazione comunitaria n. 2011/4021 gravante sulla stessa, uno o più siti atti a consentire la prosecuzione dello smaltimento dei rifiuti, in previsione della chiusura della nominata discarica di Roma, è stato redatto il documento su richiamato che, come riportato a pag. 3 dello stesso, 'ha lo scopo di perimetrare, dal punto di vista della compatibilità tecnico/amministrativa, alcune aree, meglio dettagliate in seguito, individuate in via preliminare quali potenziali insediamenti del nuovo sito di discarica, di proprietà pubblica, a servizio dei Comuni di Roma, di Fiumicino, Ciampino e città del Vaticano, per lo smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilabili, in ottemperanza all'art.7, comma 1, D.Lgs.36/2003, e con riferimento alla Circolare prot. GAB-2009-0014963 del 30.06.2009 del Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio, posti dunque a dimora "solo dopo trattamento, a meno che non si tratti di rifiuti inerti il cui trattamento non è tecnicamente fattibile o non si tratti di rifiuti il cui trattamento non contribuisce a ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente ed i rischi per la salute umana, non risultando pertanto indispensabile ai fini del rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente'.

Successivamente la Regione Lazio ha proseguito l'iter di approvazione del Piano Rifiuti che, dopo ben 10 anni rispetto al precedente piano del 2002, oltretutto oggetto a sua volta di procedura di infrazione comunitaria, è stato approvato in data 18 gennaio 2012 con Delibera di Consiglio Regionale n.14. Tale Piano, ottemperando alla legislazione nel frattempo intervenuta, compreso l'ultimo decreto correttivo del D.Lgs. 152/2006 (D.Lgs. 205/2010), ha, finalmente, creato le condizioni per la realizzazione impiantistica nella Regione Lazio e per la chiusura del ciclo dei Rifiuti, attraverso l'incremento della raccolta differenziata, la riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti e la realizzazione impiantistica per il necessario trattamento del rifiuto urbano indifferenziato residuo".

"In merito alla riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti ed alla raccolta differenziata - continua Polverini nella lettera a Clini - la Regione Lazio sta redigendo sia uno specifico Piano di prevenzione e riduzione dei rifiuti, anticipando quello nazionale previsto dal D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., sia le Linee Guida sulla Raccolta Differenziata al fine di consentire a tutti i Comuni del Lazio di dotarsi di strumenti idonei a raggiungere le percentuali di raccolta differenziata previste dalle leggi vigenti colmando l'ennesima carenza di carattere programmatorio.

Oltre ad azioni di pianificazione la Regione Lazio, sta finanziando le province al fine di promuovere la raccolta differenziata attraverso bandi di gara rivolti a tutti i Comuni del Lazio, con uno stanziamento, già autorizzato in bilancio di circa 130 milioni di euro per il triennio 2012-2014. La Regione ha, inoltre, già avviato, prima in Italia, un bando di gara rivolto a tutti i Comuni del Lazio, per progetti sperimentali sulla riduzione ed il riuso dei rifiuti, del valore di 2 milioni di euro. La Regione con legge regionale n.15/2011, ha istituito la società Lazio Ambiente S.p.a., avente lo scopo sociale, tra l'altro, di acquisire il gruppo G.A.I.A. in amministrazione straordinaria per il rilancio della gestione efficiente del ciclo dei rifiuti di parte delle provincie di Roma e Frosinone, con uno stanziamento suppletivo ai crediti vantati di 20 milioni di euro".
La lettera informa infine "per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti speciali, oggetto di specifica censura della Corte di Giustizia Europea, la Regione Lazio oltre a dedicare loro una specifica parte del Piano Rifiuti, ha predisposto con D.G.R. n.34 del 26 gennaio 2012 le Linee Guida sui rifiuti inerti, attese da circa sei anni, redatte al fine di garantire un comportamento omogeneo da parte delle Amministrazioni competenti e coinvolte nei procedimenti volti al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di trattamento e ha redatto per la successiva approvazione della Giunta Regionale le Linee Guida sul Combustibile Solido Secondario (introdotto dall'ultimo correttivo al D.Lgs. 152/2006)".

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