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Anagni, ok dalla Regione Lazio allo smaltimento rifiuti azienda farmaceutica. Opposizione all'attacco

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ANAGNI - Un'altra autorizzazione allo smaltimento e al recupero di rifiuti pericolosi. Ancora una volta concessa dalla Regione Lazio. Sta volta ad una nota azienda che produce composti per farmaci, sita nella zona industriale della città dei Papi.

Il caso viene denunciato, il secondo in poche settimane, dal consigliere comunale di opposizione Aurelio Tagliaboschi. Carte alla mano infatti, l'esponente del PD ha chiesto lumi su quest'altra autorizzazione datata 11 febbraio 2012, che la Direzione regionale ambiente, con gli uffici preposti al rilascio delle valutazioni di impatto ambientale, hanno accordato alla nota azienda farmaceutica.

 

Una concessione a smaltire solventi secondo l'impiantistica e le capacità (fino a 15mila tonnellate l'anno) già in possesso del sito industriale, che però sta volta dovranno arrivare anche da altre aziende, e non solo dall'interno dello stabilimento, che ultimamente non sembra aver più raggiunto le quantità massime di smaltimento. Aprire gli impianti ai materiali di scarto di altri siti è vista come un'opportunnità economica e occupazionale per la fabbrica anagnina, con la possibilità di recuperare materie prime Secondarie per 10mila tonnellate, e lo smaltimento delle restanti 5mila tra dupuratore interno ed esterno dell'impianto. Da qui la richiesta alla Regione ora accordata.

 

La preoccupazione però è tanta. Il consigliere Tagliaboschi e tutta l'opposizione in commissione ambiente sta mattina hanno levato una voce di protesta, e chiedono al sindaco Carlo Noto, all'assessore all'ambiente Guglielmo Retarvi e al presidente della commissione Alessio Fenicchia, di fare luce sulla vicenda che ha evidenti risvolti ambientali e che, sembra, dalle parti della Giunta sia stata volutamente oscurata. Si richiede invece, dicono dall'opposizione, un maggior "coinvolgimento del Consiglio comunale" magari anche in fase di parere espresso verso la Regione e, probabilmente, una maggior "prudenza vista la disastrata situazione ambientale della Valle del Sacco".

Il clamore della notizia sta facendo il giro della città. E fa il paio con l'atra faccenda dello smaltimento di rifiuti speciali concessi a gennaio ad una nota azienda chimica del territorio, che poi era l'ordine del giorno della Commissione consiliare Ambiente che si teneva a Palazzo d'Iseo stamattina. Una seduta accesa dalle polemiche tra Tagliaboschi (in basso a sx) e Retarvi (in alto a dx) sulla stampa dei giorni scorsi ed ora ancora più rovente dopo quest'altra "bomba".

La situazione ambientale dunque resta centrale nel dibattito politico anagnino. Non solo per la presenza "storica" di industrie sul territorio che trattano rifiuti pericolosi e che, alla bisogna, ampliano o modificano le capacità di trattamento. Ma anche per la presenza di inceneritori e termovalorizzatori privati -che in passato hanno già fatto parlare di sé - che fanno la loro parte in termini di emissioni, e che sommati alle prime, rendono la situazione della salute dell'aria e del territorio in genere assolutamente delicata e da monitorare constantemente.

Se poi al tutto si aggiungono le scelte (vere o possibilii) delle Istituzioni pubbliche, che hanno installato negli anni in pochi chilometri quadrati (tra Artena-Colleferro-Anagni-Paliano) un termovalorizzatore per il trattamento dei rifiuti, una discarica, impianti di produzione Cdr, un nuovo impianto in arrivo Tmb ( e non è escluso il secondo), una centrale Turbogas sempre in arrivo, il gioco è fatto.

La Valle del Sacco rischia di peggiorare il suo stato di salute già gravemente e notoriamente deteriorato in quanto a qualità dell'aria, acqua e suolo. Il tutto in barba alla tutela della salute dei cittadini.

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Marzo 2012 14:01

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