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Vittorio Veneto, seminario sul Piano di Settore Castanicolo

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ROMA - Un seminario che darà indicazioni estremamente utili relativamente all’attuazione del Piano Nazionale del settore castanicolo nella Regione Veneto, quello organizzato a Vittorio Veneto il prossimo 16 marzo. Un seminario che sarebbe utile replicare anche nelle altre regioni italiane e in particolare, per quanto ci riguarda, nel Lazio. Sul giornalino.net abbiamo parlato più volte del cinipide, e trattato la multifunzionalità del castagno. Questi argomenti erano stati discussi a fondo nei Tavoli di lavoro che il Ministero delle Politiche Agricole, Agroalimentari e Forestali (MiPAAF) aveva istituito fin dal 2010 per affrontare prima la emergenza cinipide, poi la intera problematica collegata al castagno. Da quei lavori era emerso il Piano nazionale del Settore castanicolo.

Questo importante Piano sancisce, dal 18 nov 2011, l’accordo tra Stato, Regioni e Provincie autonome quanto a strategie, priorità e modalità d’intervento e di finanziamenti, in merito a castanicoltura da frutto, da legno, aspetti collegati alla multifunzionalità del castagno. Il Piano costituisce il riferimento per le iniziative sul castagno ammissibili a spesa pubblica dal 2010 al 2013: tra l’altro  ha indirizzato a come meglio spendere i soldi del MiPAAF per combattere il cinipide galligeno del castagno in tutt’Italia e ha promosso la informazione agli operatori economici.
I positivi risultati di quel Piano si stanno vedendo chiaramente: innanzitutto nella Lotta al cinipide.

Il coordinamento del MiPAAF e i suoi finanziamenti avevano dato il via a 5 fasi:
1) potenziamento del Centro di Torino (DiVAPRA del prof. A.Alma) che era stato preposto a gestire la lotta  biologica con il Torymus;
2) aiuti alle Regioni per creare propri centri di moltiplicazione del Torymus;  
3) corsi di formazione del DiVAPRA ai tecnici regionali;  
4) lanci in ogni regione dei Torymus che il DiVAPRA sta allevando;  
5) assistenza del DiVAPRA ai tecnici delle Regioni fino a che i centri regionali di moltiplicazione del Torymus ne produrranno in proprio (cioè fra 2, meglio 3 anni).  

Le prime tre fasi sono realizzate: il DiVAPRA sta lavorando intensamente;  la Regione Lazio ha definito due centri di moltiplicazione: quello già attivo di Caprarola coprirà le richieste del Viterbese e aiuterà ogni altra provincia per 3 anni,  un nuovo centro è attivato nel 2012 a Velletri e coprirà poi le richieste del Lazio meridionale;  quanto ai corsi, proprio in questi giorni sono terminati in tutt’Italia: gli esperti di Torino hanno insegnato ai tecnici regionali a riconoscere al microscopio gli insetti, a far conteggi in bosco sulle galle, l’importanza della tempistica d’intervento e di tante altre modalità, stabilito accordi per i lanci primaverili.
Il Servizio Fitosanitario del Lazio ha deciso i siti dei prossimi lanci del Torymus, secondo logiche  di importanza territoriale economica e ambientale. Ai castanicoltori ora raccomandiamo innanzitutto pazienza (vedremo le piante soffrire, ci faranno pena, perderemo produzione, ma dobbiamo dare un poco, non troppo, concime e aspettare per qualche anno, poi le vedremo riprendere).
L’istituzione del Tavolo nazionale di filiera delle castagne è un secondo ottimo risultato del Piano. Periodicamente al MiPAAF si riuniscono i delegati delle Regioni e delle organizzazioni professionali interessate al castagno, si segnalano gli ostacoli da superare, discutono le possibili soluzioni, si indirizzano verso quelle che sono più efficienti, stabili, proficue, economiche. Compito non facile, anche lungo data la quantità e diversità delle problematiche legate al mondo del castagno.
I nostri lettori si saranno accorti che il Giornalino, fin dal 2010, ha dato notizie in anteprima, circa cinipide, Piano, studi  e altro.  Chi volesse approfondire, rileggendo il Giornalino trova anche precisi riferimenti  per approfondire gli argomenti.  
Ma ora segnaliamo con gran piacere che nei prossimi giorni verrà dedicato al Piano nazionale di Settore castanicolo uno spazio specifico, per trattarne tutti gli aspetti, chiarirne i tanti contenuti diretti e indiretti.
La Regione Veneto ha organizzato una giornata, che sarebbe utilissima anche nel Lazio: dalle ore 9 alle 18 del giorno 16 marzo, a Vittorio Veneto si terrà un intenso Seminario su «Il Piano nazionale del Settore castanicolo e la sua attuazione nel territorio Veneto». Interverranno tutti gli specialisti che coordinarono i diversi tavoli di lavoro del MiPAAF nel 2010 e 2011. Saranno trattati sia la castanicoltura da frutto che quella da legno, il marketing, la multifunzionalità, le avversità, la meccanizzazione, le biomasse,la valorizzazione della produzione legnosa, gli  aspetti tecnologici del legno di castagno e dei prodotti derivati, quali prospettive si aprono per il legno di castagno negli anni post 2013, gli strumenti pubblici per qualificare il prodotto, e altro.
Conosco  quasi tutti i relatori: sono persone pratiche, di esperienza e aperte a confronti; tutti stanno collaborando con amministrazioni pubbliche, di diverso grado, di cui conoscono limiti operativi economici e normativi  Vale la pena, per gli operatori castanicoli, andare a stabilire contatti, se serve per un futuro.  Siccome è un seminario, occorre prenotarsi (lo si può fare cliccando qui). Si partecipa gratuitamente e a fine lavori si riceve una copia della stesura dell’intero Piano.
Interessante è il fatto che la Regione Veneto copre le spese di questo Seminario (così come potrebbe fare il Lazio) attingendo ai “fondi strutturali europei” che esplicitamente sono destinati anche a dare informazione e formazione. Ricorderete, lettori, che abbiamo già segnalato l’esistenza dei PSR (Programma di Sviluppo Rurale)  e POR (Programma Operativo Regionale) (approfondisci qui): questi fondi europei costituiscono la principale risorsa economica che l’Italia può ora spendere  per sostenere e migliorare il sistema agroforestale (nel quale ovviamente è inserita la castanicoltura).  

* Giorgio Grassi,  già CRA-Frutticoltura, Roma e Caserta

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Marzo 2012 10:59

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