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Paliano, l'area nord della Ciociaria insorge contro ipotesi impianto Tmb al Castellaccio

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PALIANO - La sala dell'ex cinema Esperia gremita come non mai e un coro, a più voci, a cantare tutti la stessa "canzone", seppur da punti di osservazione diversi: il nostro bistrattato territorio non ha bisogno certo di un impianto per il Trattamento meccanico-biologico dei rifiuti.
Politici, partiti, associazioni comitati e semplici cittadini.

In tanti hanno preso parte alla tanto attesa Assemblea pubblica di ieri sera, promossa dal centrosinistra palianese e dal "Comitato No Tmb", per ribadire l'opposizione all'inserimento dei comuni di Anagni e Paliano nell'Ato regionale dei rifiuti della provincia di Roma e, soprattutto, all'ipotesi di costruzione di un impianto tmb al Castellaccio, zona che ricade nel comune di Paliano ma a pochi metri dal popoloso quartiere di S.Bartolomeo, periferia della città di Anagni.

 

E sta già qui il successo della manifestazione di ieri moderata dal consigliere comunale di opposizione Domenico Alfieri: aver unito associazioni, comitati e semplici cittadini dei due centri (Anagni e Paliano) in un unico grido di battaglia, nel tentare le stesse mosse contro una gestione, quella del piano dei rifiuti da parte della Regione Lazio, che si dimostra ancora una volta capestro per l'area nord della Ciociaria.

Oltre ai vertici dei partiti di centrosinistra di Anagni e Paliano e dell'area nord della provincia, sono intervenuti ieri anche i referenti nazionali regionali dei medesimi partiti, come Renzo Carella (Deputato PD), Francesco Scalia (PD), Filiberto Zaratti (SEL), Anna Maria Tedeschi (IDV) e provinciali Mario Felli (Lista Schietroma), Lucio Migliorelli (PD). E poi numerosi sindaci del territorio come Maurizio Proietto di Serrone e Amedeo Rossi di San Vito romano. Molte anche le associazioni e comitati dei paesi del comprensorio che hanno aderito, Colleferro compreso. Come ad esempio l'associazione Rete per la Tutela della Valle del Sacco, il circolo Legambiente "Monti Lepini", i comitati cittadini delle perfierie anagnine, come san Bartolomeo, Obbiettivo comune per il cittadino, Osteria della Fontana, Ponte del Papa e molti altri. Tanti anche i smeplici cittadini desiderosi di conoscere la portata del progetto della Regione e le modalità di intervento per opporsi a quello che può essere un nuovo scempio del territorio.

Momento delicato quello in cui ha preso la parola il sindaco di Paliano Maurizio Sturvi, che ha illustrato "il dialogo" intercorso tra comune e Regione sulla ripartizione degli Ato dei rifiuti e ha puntato il dito contro l'amministrazione comunale che lo ha preceduto, guidata da Armenio Giordani, che a suo dire, aveva già aperto le porte alla possibilità di un ampliamento della discarica di Collefagiolara. Il sindaco ha poi chiesto come mai nessuno sia intervenuto sulla variante approvata dal Comune di Colleferro contro la quale soltanto l’Amministrazione palianese si è mossa facendo osservazioni al piano. A variante in questione comunque approvata ed operativa, si potrebbe infatti procedere, secondo Sturvi, con il Tmb anche a  Colleferro massacrando ulteriormente l’area della Provincia di Roma che confina con Paliano. Una presa di posizione quella di Sturvi che rimarca tutta la differenza che in questo momento divide le forze politiche del Consiglio comunale palianese sulla questione.

A differenza del Consiglio comunale di Anagni che ha espresso formale unitarietà di intenti diffidando, con voto all'unanimità, la Regione Lazio dal realizzare l'impianto Tmb al Castellaccio ma che, per bocca dell'opposizione, ha incalzato il sindaco Carlo Noto a fornire il carteggio, per il momento magistralmente occultato nei cassetti comunali, intercorso tra Regione e Comune di Anagni per la scelta della ripartizione territoriale degli Ato. E' chiaro che senza parere di comuni e Provincie la Regione non avrebbe potuto decidere nulla in merito al piano rifiuti varato a gennaio.
L'assemblea ha deliberato, su proposta della portavoce Valentina Adiutori, un'azione legale forte  da intraprendere da parte del comitato "NO Tmb" e associazioni ambientaliste e un'altra (presumibilmente) da parte dei comuni interessati dal progetto, verso la Regione Lazio per scongiurare l'impianto. Infine è stata decisa la presentazione di un ordine del giorno che boccia l'ipotesi impianto Tmb al Castellaccio, che verrà proposto in tutti i Consigli comunali dei paesi della Valle del Sacco.
Una voce unitaria e preoccupata si leva dunque dall'area nord dell provincia: è giunto il tempo di salvaguardare con decisione la salute e l'ambiente di questo territorio, da qualsiasi parte arrivino gli attacchi. Persino la politica e le diatribe interne devono farsene una ragione.

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Febbraio 2012 18:31

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