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Colleferro, pozzi comunali inquinati da pesticidi? L’opposizione lancia l’allarme

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COLLEFERRO - Annunciano per domattina una conferenza stampa i consiglieri di opposizione del Comune di Colleferro Del Brusco, Gessi, Girolami, Sanna e Stendardo per parlare, carte alla mano, promettono, di quella che definiscono «la preoccupante vicenda dei pozzi contaminati da pesticidi (HCH), ferro e manganese».
In un comunicato diffuso in serata da Retuvasa, la Rete per la Tutela della Valle del Sacco, si spiega: «L'attuale Amministrazione non ha ritenuto necessario e importante informare i cittadini che  il  24 gennaio del corrente mese, a seguito delle analisi chimiche dell’Arpa Lazio, le quali hanno evidenziato valori superiori alla norma di pesticidi organoclorurati (isomeri HCH), c’è stata la chiusura del pozzo comunale numero 6. Valori superiori alla norma, riguardo i pesticidi sono stati trovati anche nel pozzo “Stendaggi”, localizzato all'interno del territorio industriale, che attualmente rifornisce lo stabilimento AVIO.  Riguardo alla presenza in difformità di ferro e manganese, questa è stata rilevata nel pozzo “Sacco 2" dell’acquedotto ex-SNIA. Non informare la comunità di questo accaduto significa omettere colpevolmente la verità e non certo essere allarmisti o cercare speculazioni politiche. La verità è che per la prima volta siamo di fronte non al solito e periodico inquinamento batteriologico ma ci troviamo invece davanti ad un fatto che nessuno si augurava: l’inquinamento chimico. È normale, alla luce di quanto emerso, pensare ora che l’HCH e l’inquinamento chimico più in generale, non sia stato fermato dalle argille, ma che in qualche misura sia giunto fino alle falde profonde, inquinandole, forse, per sempre. Oggi si inibiscono (solo temporaneamente?) due pozzi, ma la presenza nelle falde di quelle sostanze, con il concreto rischio di contaminazione  della falda, potrebbero causare l'impossibilità all'uso di gran parte dei pozzi.
E se Colleferro, nel prossimo futuro, potrà avere gravi difficoltà ad utilizzare l’acqua dei pozzi, si  rende necessario e indifferibile cercare subito soluzioni alternative e meno rischiose. Il Sindaco Cacciotti, che oggi è immerso in un silenzio assordante dovrebbe spiegarci che fine hanno fatto le acque sorgive del Tufano, promesse dallo stesso varie volte in Consiglio Comunale ed in campagna elettorale. Del disastro ambientale che sta avvenendo sotto gli occhi dell'intera popolazione chieremo con forza che sia fatta luce ed emerga  ogni  responsabilità, ma di pari passo sarà nostro impegno contribuire alla concreta individuazione delle possibili alternative e soluzioni. I gestori privati degli acquedotti, il Sindaco, l’ufficio commissariale dovranno rispondere, ognuno delle proprie responsabilità. Domani comunicheremo ai cittadini la vera situazione dei pozzi dell’acquedotto, con i dati ufficiali alla mano, senza creare allarmismi o psicosi, ma fornendo informazioni chiare, dettagliate ed inoppugnabili,  e proponendo alternative. Questa comunità ha già pagato abbastanza per il suo passato, ed ogni silenzio del presente risulterebbe come una macchia orribile per il futuro. I Consiglieri di opposizione hanno inoltre chiesto al Presidente del Consiglio Comunale, l'immediata convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario sulla grave situazione, con richiesta di presenza ai lavori dei Responsabili della ASL RMG, delle società che gestiscono il servizio in città, dell'Ufficio Commissariale per la bonifica del fiume Sacco».
La conferenza stampa è in programma Venerdì 27 gennaio ore 11.00 presso la sala consiliare.

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