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Retuvasa: "Colle Fagiolara, gestione inadempiente? Era ora che il Comune si pronunciasse"

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COLLEFERRO - Gestione inadempiente della discarica di Colle Fagiolara? Era ora che il Comune la riconoscesse. Parte all'attacco della recente delibera di Giunta l'associazione Ambientalista Retuvasa, che in una nota torna a criticare la società Gaia e il Comune stesso: "La nebulosa GAIA implode ulteriormente - scrive il sodalizio guidato da Alberto Valleriani - sommersa da pesantissime insolvenze economico-ambientali.  La notizia di per sé non costituisce una novità, ma a metterne in luce risvolti inquietanti e di grave attualità per la cittadinanza e per la Valle del Sacco è lo stesso Comune di Colleferro, attraverso la delibera di giunta n. 376 del 23 dicembre 2011 (Tutela dei diritti ed interessi del Comune nei rapporti con la AGENSEL in a.s., il Consorzio GAIA in a.s. ed il Commissario straordinario inerenti l’impianto di discarica di Colleferro. Incarico all’Avv. Alberto Colabianchi), pubblicata dall’ente in data 13 gennaio 2012.
La delibera di giunta comunale in questione considera le implicazioni dell’inadempiente gestione della discarica di Colle Fagiolara da parte di Agensel  (AGEN. S.E.L.) srl, società al 100% di proprietà di GAIA spa, riconoscendo peraltro evidenze da tempo denunciate da Retuvasa.
Premesso che l’ex consorzio GAIA - prosegue la nota degli ambientalisti - di cui Colleferro è uno dei Comuni fondatori, è stato trasformato in SPA nel 2004 (anche su questo sta indagando la Corte dei Conti del Lazio, contestando un danno erariale di circa 212 milioni di Euro), mantenendo però proprietà interamente pubblica, ecco in sintesi quanto dovrebbe riconoscere la delibera:

•    Agensel srl gestisce la discarica dal 13.06.2000, con contratto decennale affidato dal Comune di Colleferro, che rimane proprietario della discarica e può esercitare sul contratto diritto di recesso per gravi inadempienze
•    Nonostante la delibera di Giunta Regionale n. 630 del 16.07.04 abbia richiesto ai gestori delle discariche la prestazione di specifiche garanzie finanziarie per la loro gestione post mortem (successiva alla chiusura), quantificata il 23.12.05 in circa 14 euro per tonnellata di rifiuto entrante, da accantonare in apposito rateo, Agensel non ha adempiuto a quest’obbligo
•    Il 13.08.07 il Tribunale di Velletri ha dichiarato l’insolvenza delle Società del Gruppo Gaia, compresa ovviamente Agensel, per le quali era stata appena ammessa la procedura di Ammministrazione Straordinaria
•    Il Comune ha chiesto (la delibera non specifica in quale data) il riconoscimento dei debiti per i canoni non versati dalle società del gruppo GAIA, per oltre 7 milioni di euro.
•    Agensel ha proseguito la gestione della discarica grazie al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte della Regione Lazio (08.05.09), con piano di riordino comprendente un impianto di Trattamento Meccanico Biologico (approvato dal Comune di Colleferro il 06.10.09), e soprattutto grazie alla rinuncia da parte del Comune di Colleferro ad esercitare i diritti di recesso
•    Il Comune di Colleferro, al contrario, ha rinnovato il contratto di gestione della discarica ad Agensel fino al 31.12.19, prevedente (anche a seguito di approvazione in apposita Conferenza dei servizi) il completamento dell’impianto di TMB entro il 31.07.11 e la contestuale chiusura della discarica “tal quale”, ovvero ricevente rifiuti indifferenziati; ha autorizzato comunque Agensel a trasferire il contratto ad altro assuntore, individuato dall’Amministrazione straordinaria; in tal modo - afferma il Comune - l’ente ha inteso salvaguardare i propri diritti di proprietario della discarica e gli interessi pubblici in termini di occupazione e garanzie ambientali
•    L’Amministrazione straordinaria ha riconosciuto in data 24.11.09 per l’assuntore della discarica gli oneri in termini di capping (copertura) finale della discarica e di gestione post mortem della stessa
•    In seguito, nulla di ciò è avvenuto. La procedura di Amministrazione straordinaria non ha individuato alcun assuntore (nonostante la Regione Lazio abbia stabilito la costituzione di “Lazio Ambiente” spa, società a capitale regionale, per il salvataggio di GAIA, che ad oggi non risulta ancora formalmente costitutita); l’impianto di TMB non è stato fisicamente completato da Agensel, e lo stesso suo iter di autorizzazione presso la Regione Lazio non è concluso; Agensel non ha accantonato gli oneri previsti per la gestione post mortem della discarica, pari a oltre 33 milioni di euro
•    Considerate le “gravi e ripetute inadempienze” di Agensel, il Comune conferisce mandato a un legale per la diffida alla società, pronto a esercitare diritto di recesso entro 120 giorni in caso di mancata regolarizzazione delle inadempienze
•    In caso di recesso, il Comune rileverà tutti gli impianti, riservandosi di pretendere ulteriori risarcimenti

Se il Comune di Colleferro cerca di far valere gli interessi pubblici costituendosi in autotutela, non si può certo dimenticare che l’ente è uno dei Comuni fondatori di Gaia - fa notare Retuvasa - e uno dei principali responsabili delle sue trasformazioni. Diffidando Agensel, sembra diffidare la sua decennale linea politica.
Le responsabilità storiche del Comune di Colleferro appaiono dunque molto pesanti - prosegue la nota - e ci sembra corretta ma decisamente tardiva la sua odierna presa di posizione. L’Amministrazione ha troppo tergiversato, illudendosi che il “baraccone Gaia” riuscisse a svendere le attività e a risarcire i debitori. Altrettanto illusoria l’entrata in gioco di Lazio Ambiente spa, società di promozione regionale che con un capitale massimo di 20 milioni di euro non può essere in grado di acquisire Gaia, né tantomeno di allettare privati all’acquisto di strutture obsolete e difficilmente appetibili dal punto di vista imprenditoriale.
Una delle poche possibilità di recupero del credito necessario alla chiusura della discarica è affidata all’autorizzazione di un impianto di TMB ancora in istruttoria, al quale RETUVASA si è opposta producendo osservazioni contro il progetto, denuncianti, tra l’altro, il mancato rispetto delle direttive europee nell’ottica di un ciclo virtuoso dei rifiuti. Se il TMB non ha motivo di esistere, dovrebbe aver già chiuso entro il 31.07.11 anche la discarica conferente il “tal quale”.

Ma, curiosamente, il Piano dei rifiuti della Regione Lazio, che dovrebbe essere approvato domani, indica ancora il 2015 come anno di entrata in funzione del TMB di Colleferro. Un TMB ancora sprovvisto di autorizzazione. Nel frattempo, Acea spa e Ama spa, fiutata l’opportunità, propongono un enorme impianto di TMB capace di trattare 300.000 t/annue di rifuto, ancora nella Valle del Sacco, a Castellaccio, a pochi chilometri da Colleferro, a ridosso del centro abitato di San Bartolomeo (Anagni), popolato da 1.200 persone. La cittadinanza ha gravissimi e giustificati motivi di preoccupazione. Non si sa chi gestirà la discarica. Non si sa se sarà gestita proseguendo con un accumulo devastante di rifiuto “tal quale”. Non si sa con che fondi si assicurerà la sua gestione post mortem. Magra consolazione, il Comune di Colleferro riprenderà presumibilmente il possesso degli impianti…
I cittadini - conclude la nota - dovrebbero prendere coscienza delle responsabilità politiche di chi ha prodotto questi spaventosi danni ambientali ed economici, guardandosi bene dal promuovere seriamente un ciclo virtuoso dei rifiuti.

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