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Anagni, il sindaco Noto chiude ai rifiuti di Roma: «Su TMB al Castellaccio ricorso al TAR»

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ANAGNI - Anche l’amministrazione comunale di Anagni chiude all’ipotesi della realizzazione di un impianto di smaltimento dei rifiuti provenienti dalla Capitale da impiantare nella zona del Castellaccio, tra Paliano e Anagni. Il sindaco Carlo Noto ha diramato nel pomeriggio di sabato una nota congiunta a nome di tutti gli esponenti dell’amministrazione in cui si precisa che, pur in mancanza di comunicazioni ufficiali, la posizione della maggioranza è netta, e se l’ipotesi dovesse essere fondata ci sarebbe un ricorso al TAR. «Non resteremo a guardare e soprattutto non accetteremo nemmeno l’eventualità di nuovi impianti di trattamento rifiuti a Castellaccio. Da quello che ci risulta, non ci sono atti ufficiali che comprovano la notizia, né nelle sedi Regionali né presso i Comuni interessati, Anagni in primis: apprendiamo la notizia a mezzo stampa, ma la reazione è comunque immediata. Torneremo a dare battaglia qualora tale ipotesi venga presa realmente in considerazione».
Questa è la nota congiunta dell’Amministrazione Comunale di Anagni pronunciata dal Sindaco Carlo Noto: «Parlo a nome degli Assessori, del Presidente del Consiglio, dei Consiglieri di Maggioranza, del Consigliere con delega al Demanio – riferisce il Primo Cittadino – non accetteremo mai che i rifiuti di Roma vengano portati nel nostro territorio, già provato da forti vicende ambientali. Non permetteremo che venga messa a rischio l’incolumità della nostra popolazione. Abbiamo già portato avanti, in passato, battaglie eclatanti a difesa dell’ambiente e del territorio, anche con azioni forti, e siamo pronti a scendere nuovamente in campo. Nella malaugurata ipotesi che il Comune di Anagni, nell’ambito della ridefinizione territoriale, venga accorpato alla provincia di Roma, e quindi divenga possibile recettore di centinaia di migliaia di tonnellate di Rifiuti Solidi Urbani da separare, trasformare in CDR e quindi incenerire, ricorreremo immediatamente al TAR e ci costituiremo in giudizio.
Non accetteremo questa politica di dislocamento degli impianti di trattamento dei rifiuti, che penalizzerebbe il nostro territorio in maniera irreparabile.
Faremo la nostra battagli al fianco dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e di tutti coloro che combattono in nome della salute pubblica e ambientale, e soprattutto non permetteremo che il terreno dell’ex deposito militare, come abbiamo già stabilito con il Consigliere delegato al Demanio, venga utilizzato per tali scopi».

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