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Anagni, contro impianto TMB Castellaccio protesta delle associazioni ambientaliste

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ANAGNI - Continua a riscuotere molti ‘no’ il progetto di realizzare un nuovo impianto di Trattamento meccanico-biologico (TMB) nell’area di Castellaccio, a cavallo tra i comuni di Paliano e Anagni, per la lavorazione dei rifiuti provenienti da Roma. Il Coordinamento delle Associazioni civiche ed ambientaliste di Anagni ha diffuso un comunicato in cui rileva: «Solo pochi giorni fa avevamo lanciato un accorato richiamo all'Amministrazione comunale affinché si iniziasse subito ed apertamente a discutere della destinazione dell'ex deposito militare acquistato ormai da due anni dal Comune, paventando il concretizzarsi delle voci che vorrebbero il territorio di Anagni destinato ad accogliere i rifiuti della Capitale, magari proprio nei 187 ettari dell'area militare dismessa. Evidentemente quei timori non erano infondati visto quanto si sta delineando nella vicina zona di Castellaccio». Il Coordinamento, che unisce le associazioni  “Anagni Viva”, “Diritto alla Salute DAS”,  “Terra  Dolce”, il “Comitato Per Anagni e il suo territorio”, e i Comitati di quartiere 'Ponte del Papa', 'Osteria della Fontana', 'Vox Populi', prosegue: «È allora necessario aggiungere anche la protesta del Coordinamento alle numerose voci di dissenso già espresse dalla politica e dal mondo delle Associazioni rispetto ad una simile prospettiva: è questo il momento di utilizzare a gran voce il motto ricorrente nelle questioni ambientali “non nel mio giardino”, un approccio che in linea generale non riteniamo del tutto condivisibile, ma che, se si pensa di scaricare sulle popolazioni ciociare il problema dei rifiuti prodotti da Roma, diventa quanto mai appropriato. Spiace notare come l'Amministrazione regionale pensi di offendere in questo modo il nostro territorio, oltretutto con un'operazione dai contorni oltremodo opachi.
È necessario che la Regione torni rapidamente sui propri passi e dedichi piuttosto le proprie energie a risanare un territorio che ha già pagato troppo per lo scellerato utilizzo che ne è stato consentito negli anni. Si sappia quindi sin da ora che le popolazioni non hanno intenzione di sopportare progetti del genere e si opporranno con la massima determinazione, quella stessa determinazione dimostrata in occasione di altri progetti paventati negli scorsi mesi e che l'impegno delle Associazioni ha bloccato dimostrandone la scelleratezza e l’illegittimità».

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