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Paliano, proposta impianto TMB, Scalia: «Il Piano Rifiuti non lo consente»

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ROMA - Il consigliere regionale PD Francesco Scalia torna ad affrontare il tema dell’impianto di Trattamento Meccanico-Biologico dei rifiuti di Castellaccio, la zona in territorio di Paliano e limitrofa ad un nucleo abitativo del Comune di Anagni, per ribadire quanto aveva già prospettato poco prima delle ferie natalizie: che non ci sarebbero i presupposti per poterlo realizzare.
«Non sempre le ciambelle riescono con il buco! L'impianto di TMB ad Anagni non può essere autorizzato», scrive in una nota Scalia, che prosegue: «Evidentemente, l'autorizzazione di un impianto di Trattamento meccanico biologico tra Anagni e Paliano era nelle intenzioni della Regione da tempo, ma la presidente Renata Polverini non ha fatto i conti con le stime effettuate dagli stessi redattori della proposta della Giunta di Piano Regionale dei rifiuti. Ma veniamo ai fatti per come sono accaduti.

La Giunta propone un piano che prevede un unico ambito territoriale ottimale, coincidente con l'intera Regione. Questa ipotesi avrebbe consentito a Roma di smaltire i propri rifiuti in ogni impianto della Regione. Contro tale proposta il gruppo del PD ha presentato un emendamento per ripristinare i vecchi ambiti territoriali ottimali coincidenti con le cinque provincie e per istituirne un sesto relativo alla sola città di Roma. La maggioranza ha approvato questo emendamento modificandolo: non sei ATO, ma cinque, corrispondenti alle cinque province del Lazio. Se non che, i confini di tali ambiti sono stati fatti coincidere con l'originaria proposta di sub ambiti; così facendo si sono inseriti nell'ambito della Provincia di Frosinone i comuni di Gaeta e Minturno, mentre sono stati aggregati all'ambito della Provincia di Roma i comuni di Anagni e Paliano. L'intento palese era consentire di realizzare nel territorio di questi ultimi due comuni impianti a servizio del ciclo dei rifiuti romani. Evidentemente, però la Polverini e la sua maggioranza non hanno letto bene le quattrocento pagine del Piano. Infatti, a pag. 163 si attesta espressamente quanto segue: “Considerato i quantitativi di rifiuto indifferenziato, risulta che gli impianti di trattamento meccanico biologico già presenti e autorizzati consentono il raggiungimento dell'auosufficienza in tutti i SubATO a partire dal 2015. Negli anni precedenti i SubATO di Latina (fino al 2014) e Rieti (fino al 2015) non risultano autosufficienti (gli impianti necessari per assicurare l'autosufficienza di questi SubATO sono già autorizzati ma non ancora realizzati)”. In buona sostanza - conclude Scalia - il piano attesta che per l'Ambito della Provincia di Roma gli impianti di TMB già realizzati (ce ne sono quattro a Roma, che funzionano oggi a scartamento ridotto) sono sufficienti per lo smaltimento dei rifiuti dell'intera aerea. Su questi presupposti, un nuovo impianto tra Anagni e Paliano non può essere autorizzato».

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Gennaio 2012 09:59

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