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Aeroporto di Frosinone, una scelta insostenibile

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Aeroporto FrosinoneFROSINONE - È finito il 2011 e sono disponibili i dati riepilogativi delle rilevazioni delle centraline dell’Arpa Lazio per il monitoraggio della qualità dell’aria. La centralina di Ciampino ha segnato 58 sforamenti del valore soglia stabilito dalla normativa per le polveri sottili mentre le centraline di Ferentino e Frosinone Scalo hanno registrato rispettivamente 65 e 108 sforamenti.
È evidente il paradosso dell’ipotizzato spostamento di gran parte del traffico aereo dall’aeroporto di Ciampino all’aeroporto di Ferentino-Frosinone:  ma se a Ciampino la situazione ambientale è considerata non più sostenibile dalla popolazione a causa di un traffico aereo che coinvolge oltre sei milioni di passeggeri, come potrà essere la situazione a Ferentino e Frosinone, quando già in assenza del traffico aereo i valori delle polveri sottili sono nettamente superiori a quelli di Ciampino? Ma davvero c’è bisogno di studi approfonditi per la valutazione dell’impatto ambientale o sono invece sufficienti i dati già disponibili ed ampiamente noti a chiunque abbia un minimo di interesse per le questioni ambientali?

Basta  aggiornarsi sul sito dell’Arpa Lazio che riporta i dati al massimo con tre giorni di ritardo sulla rilevazione effettiva  ed informarsi sugli studi dell’Organizzazione Mondiale della Salute, anch’essi facilmente reperibili sulla rete, sulle migliaia di morti causate in Italia ogni anno dalle polveri sottili, per capire l’assurdità ambientale dello scalo da realizzare nel cuore della Valle del Sacco.
Ma all’insostenibilità ambientale dell’opera deve sommarsi anche l’inutilità economica, più volte messa in rilevo con solidi argomenti dalle associazioni e comitati che da anni si oppongono alla costruzione dell’aeroporto di Frosinone Ferentino, confutati sempre dai soggetti promotori con dichiarazioni più simili ad atti di fede sul miracolo  economico indotto dall’aeroporto che ad analisi economiche basate su realistici andamenti della domanda e dell’offerta di traffico aereo.
Il 30 dicembre scorso un grande giornalista, Sergio Rizzo, su un grande giornale, il Corriere della Sera,  si è occupato  dell’aeroporto di Frosinone, inserendolo nel filone del campanilismo aeroportuale, affermatosi da anni in Italia, che ha condotto alla proliferazione degli scali e delle società di gestione di proprietà di enti pubblici che regolarmente producono risultati economici assolutamente negativi. Quel che ha scritto Rizzo le associazioni ambientaliste lo hanno detto e scritto da anni, ed anche in questo la documentazione sulla rete è di facilissima disponibilità,  ma la politica locale, con rari ed estremamente minoritari distinguo, non ha tratto alcuna motivazione di cambiamento rispetto alla rigida difesa del progetto.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Gennaio 2012 11:20

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