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Colleferro, nuovo stop all'uso di acqua potabile

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 Sample ImageCOLLEFERRO - Ennesimo stop all'utilizzo dell'acqua potabile in alcune zone della città. La causa un  inquinamento batteriologico all'interno dell'acquedotto comunale gestito da Italcogim. Escluso dal divieto di utilizzo imposto dal Comune  solo una piccola porzione, da via del Castello vecchio fino al IV Km e la zona dello Scalo, ovvero la zona dei piani artigianali e della Casilina. A far sentire forte la voce di protesta per qualla che è una situazione preoccupante, l'associazione ambientalista ReTuVaSa, che in una nota scrive:

"L'ordinanza di divieto dell'uso dell'acqua è consultabile sul sito del Comune, con buona pace delle molte persone che non sono abituate ad accedervi quotidianamente o non ne hanno la possibilità. E' mai possibile che, per un fatto così grave e di importanza enorme per la salute delle persone, non si pensi a far circolare per la città una macchina con altoparlante, in attesa che si stampino i manifesti? Sembra un copione già visto, che ci passa avanti agli occhi da almeno tre anni".
"Ad aumentare le preoccupazioni sono anche le richieste che la ASL RM/G ha inviato ad Italcogim:

- individuare le cause della non conformità


- adottare gli interventi gestionali necessari all'immediato ripristino della qualità dell'acqua erogata;

- relazionare tempestivamente allo scrivente servizio sulle cause della non conformità e suoi provvedimenti adottati;

- trasmettere i risultati dei controlli interni effettuati negli ultimi tre mesi.

 Restiamo esterrefatti - prosegue Re TuVaSa - che il gestore non si sia accorto da sé della contaminazione, visto che per contratto è tenuto ad analizzare la qualità delle acque erogate, ma se ne sia resa conto la ASL, che vuole anche vederci più chiaro circa i reali tempi di inizio dell'inquinamento, chiedendo l'esito delle analisi degli ultimi tre mesi. E stupisce che debba essere la ASL a ricordare al gestore i suoi doveri, per i quali è pagato, ovvero individuare il problema, risolverlo e relazionare tempestivamente sul fatto.

Vorremmo anche sapere come si sta muovendo l’amministrazione comunale, quali provvedimenti tempestivi pensa di adottare dopo questa ennesima dimostrazione di incapacità del gestore. Spero che si renda conto che la misura è colma, che i cittadini vogliono sicurezza, trasparenza ed efficienza nella gestione dell'acqua, che non ne possono più di subire una condotta incompetente e approssimativa.

La soluzione è una sola: la gestione deve essere pubblica, partecipata e trasparente, con reinvestimento degli utili al fine di migliorare le infrastrutture e il servizio.

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