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Anche ad Anagni i rifiuti della Capitale

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Sample ImageANAGNI - C'era una volta la città dei Papi. C'era una volta la Valle del Sacco. C'erano una volta i nostri bei luoghi naturalistici, fiumi, laghi e colline. Parchi naturali, con piante e animali caratteristici. C'erano appunto, da domani forse non più. Non che finora le nostre zone se la passassero proprio bene dal punto di vista ambientale. Però ci si arrangiava. Ora invece sembra arrivare la mazzata finale. Dal Piano rifiuti che è stato discusso giovedì in Consiglio regionale, emerge infatti per Anagni e Paliano, due dei comuni che insistono nella martoriata Valle del Sacco, una angosciante verità. Questi due territori rientreranno nell'Ambito territoriale di gestione di rifiuti della Provincia di Roma, con la concreta possibilità dunque che queste nostre terre possano ospitare nuove discariche, e quindi i rifiuti che le discariche provinciali romane di Albano, Guidonia, Bracciano, Colleferro, Civitavecchia e la nuova, di nove ettari in programma per la città di Roma che dovrebbe sosituire Malagrotta, non sono più in grado di smaltire. Un bel pacco regalo natalizio. All'interno degli Ato andranno organizzati infatti i "servizi di raccolta dei rifiuti urbani e assimilati", garantita "l'autosufficienza degli impianti di trattamento meccanico biologico e di quelli di smaltimento di rifiuti" urbani (discariche). "In caso di carenza impiantistica - si legge nel piano - in attesa dell'autosufficienza dell'Ato, l'Ato deficitario può utilizzare impianti presenti in altri Ato, fermo restando il principio di prossimità".

Il testo è dunque chiaro. Eppure proprio in consiglio regionale sembrava si fosse scampato un pericolo ancor più grande. La maggioranza guidata da Renata Polverini aveva addirittura previsto nel Piano l'istituzione di un unico Ambito per la gestione dei rifiuti. Pericolo scampato per le province limitrofe a Roma, ma non per tutti i i territori immediatamente adiacenti evidentemente. Perchè nonostante, grazie a oltre cento emendamenti discussi giovedì, il Piano conterrà ben cinque Ambiti, tanti quanto sono le province laziali, il pacco-dono sembra bello che incartato per la città dei  Papi e per quella dei Colonna, il comune che ospita il polmone verde della Selva che disperatamente si sta tentando di rilanciare. E se si considera che la città di Roma non ha ottenuto l'Ambito autonomo questo vuol dire che Anagni e Paliano potranno ospitare i rifiuti anche della Capitale. Una Capitale che rivendica e ottiene poteri autonomi e speciali per molte cose ma non per quelle importanti: la monnezza appunto. Che dire? Tornano alla mente i recenti movimenti di tecnici e ingegneri nelle periferie anagnine che, entro la fine del 2011, si diceva dovessero mettere a punto, e rendere fattibile, qualche progetto di discarica alle porte della città dei Papi. Tanti rumors e nessuna delibera per carità. Tornano in mente anche le discussioni in Consiglio comunale dove gli amministratori all'oscuro (forse) di tutto facevano spallucce alla possibilità che nuove discariche potessero essere costruite ad Anagni. Sembrava una congettura o una leggenda metropolitana. Ora invece tutto diventa possibile e il disegno sembra chiaro. Un pezzo della Ciociaria è venduta a Roma, per quanto riguarda i rifiuti. E forse anche per altro. Ma qualcuno ce ne spiegherà i motivi? Qualcuno ci dirà un giorno perchè il più grande sito industriale in crisi in Italia oggi (e forse in Europa), che da lavoro a oltre 1300 dipendenti, è ignorato dalle istituzioni e vive senza speranza ormai le fasi di una vita che non sa bene quanto durerà ancora, sempre combattuto tra rinascita e fallimento? Qualcuno ci spiegherà perchè un Ospedale che serve decine di migliaia di persone, alle porte della provincia di Roma, al crocevia di strade importanti come Casilina e Autostrada del Sole, a ridosso di una importante zona industriale non è più strategico? Ci dirà perchè era tutto pronto perchè un'industria privata aprisse in città un inceneritore Car fluff (Marangoni), e se non fosse stato per un sollevamento di popolo oggi il mostro sarebbe già tra noi? Sanità, lavoro, ambiente. Ora anche rifiuti. Anagni, Paliano, l'area nord della nostra cara Provincia tradita. Da chi? E soprattutto, perchè? Un tempo da Roma "importavamo" Papi e nobili. Storia e cultura. Oggi verosimilmente monnezza. Cosa è cambiato? Il giorno in cui risponderemo a queste domande forse sarà già troppo tardi ma intanto questo territorio "cornuto" cerca nuovi amanti, sperando di divorziare per sempre da coloro che l'hanno sedotto e abbandonato.

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Gennaio 2013 23:18

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