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Il Tar boccia l'inceneritore Car Fluff

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Sample ImageLa Prima sezione Ter del Tribunale Amministrativo Regionale ha bocciato di fatto, con sentenza depositata lo scorso 7 ottobre in segreteria, la possibilità per la Marangoni Tyre spa di realizzare presso lo stabilimento di Anagni l'incenerimento di Car Fluff, a cui la Conferenza dei servizi aveva dato parere negativo nel giugno del 2010. Si aggiunge così un tassello non secondario al braccio di ferro che la nota azienda di pneumatici ha ingaggiato con la Conferenza dei servizi ma in particolar modo con le associazioni ambientaliste del territorio che per prime avevano gridato allo scandalo per l'autorizzazione a bruciare Car Fluff, ovvero una nuova forma di smalitmento di autoveicoli da rottamare, autorizzata in un primo momento dal Ministero dell'ambiente nel 2006. La vicenda ha visto sollevarsi contro la possibilità dell'incenerimento numerose associazioni ambientaliste anagnine e non, che si sono costiuite in Coordinamento per l'ambiente e hanno messo in moto un movimento di opinione che portò alla raccolta di oltre 4mila firme contro il Car Fluff. Al contrario più volte la Marangoni ha spiegato, persino con un opuscolo rivolto alla città, che la modalità di incenerimento era innovativa e che non c'era nulla da temere per la salute dei cittadini.
Salute di ambiente e territorio che però ad Anagni è diventata sempre più un'emergenza, viste le rilevazioni che nell'area sono state fatte da Asl e Arpa Lazio, che spesso hanno evidenziato presenza di diossine e altre sostanze, fino a decidere l'abbattimento di animali da allevamento e coltivazioni da orto come sancito da un'ordinanza del Sindaco un pò di tempo fa. E' chiaro che seppur non riconducibili direttamente all'attività della Marangoni la qualità dell'aria e del territorio non gode di ottima salute ad Anagni, ancor più nella Valle del Sacco. E così la battaglia tenace di ambientalisti e cittadini ha trovato grande eco in città, facendo leva su una salute dell'aria e dell'acqua già seriamente pregiudicata da tanti e tali fattori che sconsigliavano l'apertura di un tipo di attività quale l'incenerimento del Car Fluff.
Ora la sentenza Tar sembra dare ragione a questa visione delle cose. A gridare al successo il Comitato per l'ambiente (Anagni Viva, DAS Diritto alla Salute, Terra Dolce, i Comitati: Per Anagni e il suo territorio, Osteria della Fontana, Ponte del Papa, Vox Populi) che scrive così in una nota: "Il Coordinamento per l’Ambiente di Anagni, esprime vivissima soddisfazione per la sentenza del T.A.R. che ha rigettato nel merito il ricorso della Marangoni. Per questo risultato ringrazia in modo particolare tutti coloro che si sono attivati in concreto per far sentire forte la voce della comunità, le numerose professionalità anagnine che hanno messo a disposizione le loro competenze e tutti i cittadini che ne hanno sostenuto l’impegno. Un ringraziamento particolare indirizza all’Avvocato e concittadino Alberto Floridi che, assieme all’Avv. Stefano Gattamelata, ha difeso in giudizio con grande efficacia le ragioni delle Associazioni. È importante sottolineare che la sentenza del TAR - spiegano gli ambientalisti - si sofferma diffusamente sugli aspetti tecnici del progetto e sulle sue gravi lacune, cosa che dimostra come la ferma opposizione delle Associazioni fosse fondata sulla chiara e grave pericolosità del progetto Marangoni, e non su atteggiamenti preconcetti o ideologici; in altri termini, la decisione della Conferenza dei servizi che nel 2010 ha negato l’autorizzazione all’incenerimento del car fluff viene riconosciuta come espressione doverosa di quei principi di precauzione ed attenzione indefettibile alla salute dei cittadini, che purtroppo troppe volte il nostro territorio ha visto dimenticati. Una situazione che la cittadinanza non è più disponibile ad accettare supinamente. Adesso mentre l’impegno delle Associazioni proseguirà per opporsi agli altri attentati al territorio, che si delineano pericolosamente incombenti –ad iniziare dal tentativo della Regione di sopprimere il nostro Ospedale- speriamo e confidiamo che la Società Marangoni desista dal promuovere appello in Consiglio di Stato, ma concentri il proprio impegno sul territorio esclusivamente per proseguire quella storia quarantennale di produzione industriale che sola crea occupazione vera, rinsaldando il legame con la collettività anagnina".

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2011 00:49

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