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Selva di Paliano, occhio alle speculazioni

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Sample ImagePALIANO - Pericolo speculazioni edilizie per il Parco naturale della Selva di Paliano che dalla primavera scorsa ha riaperto i battenti al pubblico, dopo l'acquisto da parte della Regione Lazio. Fu proprio la presidente Renata Polverini ad annunciare a Paliano che la Selva sarebbe tornata a risplendere quale fiore all'occhiello del turismo ciociaro, simbolo delle attenzioni della sua Giunta per la provincia di Frosinone. Per il momento il degrado è ancora lontanto dall'essere defintitvamente abattutto, a quanto pare, vista la delusione riportata da molti visitatori del bellissimo parco, mentre un altro rischio si profila all'orizzonte. A denunciarlo le opposizioni in Commissione ambiente della Regione. Ecco le parole chiare e preoccupate di Francesco Scalia, ex presidente della provincia di Frosinone: «Per risolvere il problema della frammentazione della Selva di Paliano ed evitare il rischio di possibili speculazioni edilizie intorno al Monumento Naturale si sarebbe potuto utilizzare lo strumento, già attivato in passato della STU (Società di trasformazione urbana ndr)» ha dichiarato il consigliere regionale Pd in commissione, alla presenza delle Associazioni ‘Pulliano’ e ‘Rete per la tutela della Valle del Sacco’.
«Con la STU, società costituita da Regione, Provincia e Comune, che assoggettava ad esproprio l’area perimetrata si sarebbe potuto garantire la tutela della parte destinata a Monumento Naturale e, esattamente come prevedeva il master plan redatto dall’Arp e Bic Lazio, di realizzare strutture turistico-ricettive ecocompatibili all’interno dell’area perimetrata dalla STU. Tutto questo avrebbe, probabilmente, fatto risparmiare alla Regione milioni di euro spesi per l’acquisto di diversi lotti».
Altrettanto proccupato il commento del vicepresidente della commissione Rocco Berardo (Radicali): «Quest'oggi la commissione ambiente del Consiglio Regionale del Lazio ha dato il via libera a uno schema di delibera della Giunta Regionale relativamente alla istituzione del monumento naturale della Selva di Paliano e Mola de' Piscoli. Il nostro voto "decisamente" contrario è stato dettato da una perimetrazione tutt'altro che scientifica che ritaglia impropriamente pezzi della Selva. Il ritaglio del territorio sembra fatto in modo sartoriale, più che su basi scientifiche, cucendo addosso a delle proprietà private zone in cui il monumento naturale è stato escluso. La Selva di Paliano secondo la giunta ha dei confini squadrati, come si usa fare per i paesi africani confinanti in zone desertiche. Solo che è un monumento naturale, non una zona desertica. Con Angelo Bonelli dei Verdi e Ivano Peduzzi della Federazione della Sinistra approfondiremo ora nelle sedi opportune, anche legali, se questa procedura abbia favorito direttamente o indirettamente l'interesse di privati anziché l'interesse pubblico, come la salvaguardia e la tutela dell'area naturale Selva di Paliano».

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Settembre 2011 00:05

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