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I castagneti di Rocca di Papa: convegno

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Sample ImageROCCA DI PAPA - Presentiamo il resoconto dell'incontro-dibattito sul tema dei castagneti di Rocca di Papa. Il Convegno sul Castagno organizzato da L’Alveare, di cui si era dato avviso, si è regolarmente tenuto il 19 gennaio scorso. Ricco di contenuti tecnici e informativi (presentati da  veri esperti e da amministratori pubblici), ma straordinariamente povero di cittadinanza. Eppure era stato esplicitamente rivolto a chi coltiva castagno e a chi opera nel settore forestale (poiché il Comune ha in proprietà ben 1500 ettari circa di boschi), con l’obiettivo chiaro di segnalare anche le possibili nuove vie aperte all’occupazione giovanile. Cercando spiegazioni a tante assenze, mi son detto che io però conosco ancora troppo poco i Roccheggiani (infatti risiedo a Rocca, ma sono nato e ho lavorato altrove). Comunque rifiuto di ipotizzare che sulle assenze abbiano interferito “giochi” politici locali (che personalmente evito accuratamente), perché contrastare l’informazione e lo sviluppo del territorio sarebbe certamente una cattiva politica.

Sample ImageFaccio ora un breve resoconto di quel convegno per far sapere, a chi fosse interessato, quali principali novità sono oggigiorno segnalate da chi conosce la programmazione castanicola nazionale. Tra i relatori infatti c’erano tre partecipanti al Tavolo di filiera del MiPAAF, che ha recentemente varato il Piano nazionale del Settore castanicolo. Questo importante Piano sancisce, dal 18 nov 2011, l’accordo tra Stato, Regioni e Provincie autonome quanto a strategie, priorità e modalità d’intervento e di finanziamenti, in merito a castanicoltura da frutto, da legno, aspetti collegati alla multifunzionalità del castagno. Su questo argomento, L’Alveare farà un ulteriore incontro dibattito in marzo. Chi vuol leggere il Piano veda in internet: www.politicheagricole.it /SettoriAgroalimentari /Castanicolo.
Il presidente dell’Alveare, Claudio Botti, aprendo i lavori ha precisato che l’associazione è aperta ai contributi di chiunque intende fornire informazioni e idee; non ha fini politici, va vista “come uno sgabello tra cittadinanza e amministratori pubblici”, i quali hanno le loro competenze.Sample Image
L’assessore al Bilancio di Rocca, Sciamplicotti, ha riferito di più iniziative del Comune per la gestione dei boschi; fu studiata anche una forma consortile a maggioranza pubblica, ma l’associazione privata cui affidare i lavori non si formò, perché qui non c’è aggregazione.
L’associazionismo invece è stato indicato nel Piano di Settore nazionale come elemento condizionante per ricevere i contributi pubblici: questi devono essere mirati al recupero economico, ambientale e sociale dell’area castanicola, presentando progetti integrati tra chi compone la filiera (enti pubblici, operatori economici), che assicurino di mantenere nell’area stessa il maggior possibile “valore aggiunto” ai prodotti che quell’area produce (legno, frutto). Fazzi e Alessandri, della Comunità Montana dell’Amiata, hanno riferito degli ottimi risultati conseguiti dai produttori delle associazioni Valorizzazione dell’ Amiata (12 Comuni delle province di Grosseto e Siena) e Valorizzazione del Prodotto tipico locale Castagna dell’Amiata. Hanno informato poi della costituzione nel 2009 dell’associazione Castanea Network Europeo, che unisce varie cooperative castanicole di più paesi, è sostenuta da UNCEM e Regione Toscana, è collegata al Centro di Studio e Documentazione sul Castagno di Marradi (FI) e all’Associazione nazionale Città del Castagno. LSample Image’associazionismo è decisivo per portare prodotti e territorio a un incremento di valore economico, ma ha senso solo se è collegamento reale tra locale amministrazione comunale, popolazione, realtà del luogo. Sull’argomento tutt’Italia ha problematiche simili, che hanno però trovato casi esemplari di soluzioni stabili, sempre basati sulla sinergia tra le varie componenti dell’area interessata.
Di trattamenti boschivi e raccolta di biomasse ha trattato Nati (CNR-Ist.Valorizz. del Legno e SpecieArboree), mostrando foto e dati (operativi ed economici) di confronto relativi a esbosco con escavatore,  con escavatore con processore, con cippatrice per scarto, cippatrice per piante intere, lavorazione in sito oppure convogliando a un punto di lavoro, ed altro. Alcuni dati hanno riguardato anche la biomassa ricavabile da potature di fustaia di castagni da frutto. La Toscana ha progettato BIOCANET (Biomassa del Castagno in Network, per chi volesse ricorrere all’ informatica).Sample Image
Ha parlato poi Palozzi, sindaco di Canepina, comune del Viterbese che ha cedui ma soprattutto fustaie da cui in annate buone si raccolgono sino a 35.000 q.li di frutti (circa un terzo del totale dei Monti Cimini). Incrementi economici sono stati conseguiti evolvendo sia il settore legno (negli anni ’60 se ne faceva legno per botti in 40 ditte circa, ora le segherie ricavano travi e reddito, con macchinari moderni), sia il collegamento tra turistico e frutto (nelle tre ultime settimane di ottobre, i 3.400 canepinesi aprono le cantine e vendono castagne, vini e cibi ad oltre 30.000 persone).
Mansi, a lungo amministratore nel comune di Scala e nella Comunità Montana Penisola Amalfitana (Salerno), ha riferito sull’iter di un recupero dimostrativo di un castagneto a frutto degradato, che diede ottimi risultati agronomici ed economici (produttivi e turistici) poi trasferiti ad altre realtà italiane. Un privato ricevette fondi pubblici vincolando la proprietà a precisi interventi tecnici; la Comunità Montana fece corso di potatura ad operai (che ora lavorano in associazione e in proprio) e intervenne sul castagneto che fu poi affidato al proprietario; costui attrezzò parcheggio e servizi per i turisti, aprì i cancelli ben applicando però le direttive agronomiche dell’agronomo pubblico. Modello esportabile, dice Mansi, che raccomanda di “non farsi inquinare dalla politica”.
Sample ImageDell’argomento cinipide galligeno del castagno riferisco per ultimo, per riunire quanto detto da me (ero nel gruppo Difesa e avversità del Piano di Settore), dall’assessore all’Ambiente di Rocca Cardinali, da Palozzi. Il pericoloso insetto, dapprima sottovalutato, colpisce già in tutt’Italia, ma ora è nel mirino dei migliori esperti. Essi hanno importato dall’estero il più valido antagonista naturale, il Torymus, e lo stanno sia moltiplicando (in particolari appezzamenti e laboratori, con manodopera specializzata), sia “lanciando” per diffonderlo in tutti i castagneti italiani (con tecnici locali). Il MiPAAF ha una “cabina di regia” che coordina i Servizi fitosanitari regionali, è collegata ai ricercatori, aggiorna le normative, finanzierà alcune azioni. Ogni Regione ha già deciso e finanziato iniziative di lotta in proprio. Nuove aree di moltiplicazione si possono fare, ma potranno dare Torymus non prima di due o tre anni; la massima parte dei Torymus è fornita all’Italia ancora dall’Università di Torino. Il Lazio si avvale delle competenze dell’Università della Tuscia dal 2008, i castanicoltori viterbesi sono stati aiutati anche da Provincia e Comunità Montana dei Cimini, che hanno acquistato Torymus, già lanciati in più punti. L’assessore regionale Birindelli assicurò a fine 2010 lanci in ogni altra provincia, ma pare ci siano state difficoltà operative. Per la zona Provincia romana fu programmato lancio a Palestrina; il Servizio fitosanitario disse che la zona di Rocca di Papa non era prioritaria; a Velletri si è costituito un Comitato di crisi per il cinipide, che vaglia (e all’occorrenza contesterà) i lanci regionali.
Nel breve dibattito che è seguito, è stato ricordato che il castagno fu introdotto nel 1500 dai Colonna per motivi economici e ha dato sostentamento importante, poi quasi perduto. Il territorio va considerato bene prezioso, che però non va “tutelato”  impedendone l’utilizzo, ingessandolo, ma va gestirlo dinamicamente con cura.
Botti, a chiusura, ha ringraziato Grimaldi moderatore del convegno, i relatori e gli intervenuti. L’Alveare nel convegno odierno  ha “seminato” idee, con discorsi finalizzati al lavoro; darà continuità al suo programma,  con prossimi incontri.


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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Febbraio 2011 00:33

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