il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Ambiente ::> Lotta al cinipide del castagno, le ultime novità

Lotta al cinipide del castagno, le ultime novità

  • PDF
Valutazione attuale: / 11
ScarsoOttimo 

ROMA - Prosegue il nostro aggiornamento sulla lotta al cinipide del castagno, l’insetto di origine asiatica che sta mettendo a rischio le colture castanicole italiane da alcuni anni a questa parte, e contro cui si stanno organizzando le forme di lotta più efficace per prevenire tanto la perdita dei frutti quanto danni irreversibili ai boschi e alle coltivazioni. 
Questo aggiornamento è datato 25 novembre, e arriva dopo gli articoli già pubblicati sul nostro sito all’inizio di febbraio e nel mese di giugno.
Il dottor Giorgio Grassi, autore di questa serie di articoli, ha ampie competenze sull’argomento: è autore di numerose ricerche, coordinamenti, docenze e divulgazioni, segnala alcune correzioni da apportare ai precedenti articoli (ad esempio, che il Torymus sfarfalla in maggio, mentre in maggio viene lanciato).

Ma il senso di questi articoli, di carattere divulgativo e non scientifico, non viene inficiato da modifiche di dettaglio che ci ripromettiamo comunque di precisare nel prossimo futuro.
Pupa di cinipide del castagno nella gallaUn'ultima nota preliminare di carattere stilistico: Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu è stato chiamato in vari modi (cinipide orientale, cinipide galligeno, ecc). Sempre al maschile perché è un insetto ma, soprattutto, perché maschile è il nome anagrafico scientifico latino di questa specie. Trattandosi di una vespetta, molti ora lo chiamano “la cinipide” (come al femminile diciamo l’ape, la mosca, la zanzara), il che aiuta a ricordare che è specie partenocarpica: deposita cioé uova già pronte per dare altre femmine, senza accoppiamento con maschi. 
Noi però proseguiremo scrivendo “il” cinipide, al maschile.

Le novità nella lotta al cinipide: revisioni legislative in vista
Galle originate dal cinipide del castagnoMolte le novità emerse successivamente dall’ultimo aggiornamento: vi sono molte buone notizie che riguardano la lotta al cinipide.  Merito senz’altro del MiPAAF (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) che a inizio 2010 lo ha considerato emergenza castanicola dominante e ha riunito attorno al tavolo di lavoro Avversità e Difesa del castagno (del Piano nazionale del Settore, di cui diremo poi) i migliori esperti nazionali della materia e i Servizi Fitosanitari delle Regioni interessate. 
Costoro hanno discusso ogni aspetto del problema (scientifico, operativo) e concordato azioni comuni, due delle quali avranno ricadute molto importanti: prioritaria è la revisione del DM 30 ottobre 2007 che regolamentava la lotta al cinipide e la prospettiva è che i Ministeri competenti (Ambiente e  Agricoltura) emetteranno l’aggiornamento in tempi molto brevi. 
L’altra è la richiesta di costituire un coordinamento a livello nazionale per potenziare la lotta al cinipide con studi e scambi di informazioni e materiali.  Inoltre  dal Piemonte (prima regione che ha affrontato e  quasi risolto l’emergenza) il prof. Alma (Di.Va.P.R.A. dell’Università di Torino) e il dr. Bosio (Servizio Fitosanitario) hanno reso disponibili le notizie operative  loro acquisite negli anni, con enorme vantaggi per tutti i castanicoltori: nei documenti del Piano suddetto (che saranno diffusi presto) figura un prezioso  ed esatto “Protocollo di attuazione della lotta biologica” con l’antagonista Torymus attuato da Alma,  e dal web è possibile scaricare i power point  con i quali Bosio tenne conferenze sull’argomento.
Gli specialisti di quel tavolo di lavoro del Piano  hanno dato aggiornamenti  sullo stato delle ricerche riguardanti argomenti cui avevamo qui già accennato (dallo studio degli iperparassitoidi, sino alla definizione dei veri danni commerciali causati dal cinipide). 
Ottima notizia data dal prof. Botta (Dip. Colture Arboree, Univ. di Torino) è il reperimento di una varietà di castagno europeo (Castanea sativa) “resistente” al cinipide, subito posta sotto attento studio.  Le discussioni tra esperti hanno sondato ad ampio raggio tutte le possibilità offerte dalle conoscenze entomologiche per combattere il parassita, sondando ogni aspetto potenzialmente utile: quale ad esempio identificare le sostanze volatili emesse dalle piante di castagno (semiochimici) che attraggono il cinipide (per ricavarne esche selettive, che lo intrappolino e/o lo confondano); e identificare le sostanze che invece siano repellenti (per allontanarlo). 
Risulta necessario integrare le strategie di lotta relative a cinipide, Cinipide del castagnocidie e balanino (per evitare che incidano negativamente sul Torymus), tenendo conto del fatto che quando l’antagonista è dentro la galla diventa protetto dagli insetticidi, è colpito però da quelli sistemici e dai citotropici. 
È urgente studiare se c’è correlazione tra diffusione del cinipide e il maggior sviluppo di muffe (Gnomognopsis spp) registrato dentro i frutti di alcune aree del Viterbese, muffe che abbattono la conservabilità e qualità del prodotto.
Nel maggio 2010 sono stati effettuati  lanci di Torymus in nuovi territori italiani, ogni Regione castanicola si è data da fare per programmare nel 2011 lanci nuovi. La Toscana (regione tra le più ricche a superficie castanicola complessiva) ad esempio ne farà almeno 20. Il Lazio prevede di far nuovi lanci nel Viterbese e di introdurre il Torymus in ogni altra provincia castanicola.

La lotta biologica: il Torymus sinensis
Torymus sinensis, l'antagonista del cinipide del castagnoÈ dunque il momento di conoscere un po’ più da vicino il Torymus sinensis  Kamijo, questo prezioso protagonista della lotta biologica classica, parassitoide specifico (che cioè cerca soltanto) del Dryocosmus.
Anch’ esso è un imenottero calcidoideo, una vespetta cinese che, importata in Giappone e in USA, aveva dato buoni risultati.  Ha una sola generazione annuale. Le femmine sfarfallano a partire da metà aprile, come adulti vivono un mese o poco più, si accoppiano, depongono le uova (circa 70 per femmina) nelle galle causate dal cinipide, vicino al cinipide che dentro sta sviluppandosi; dalle uova presto escono le larvette di Torymus, che vanno a nutrirsi del cinipide, svernano e poi si impuperanno nella galla stessa, dalla quale usciranno adulte nel successivo aprile. Le galle diventano così  il veicolo per trasferire il prezioso Torymus in altre aree castanicole colpite da cinipide, ma attenzione: la tecnica da seguire è molto complessa, richiede un laboratorio, conoscenze e precauzioni che il solo personale altamente specializzato possiede.  
Non è stato semplice infatti distinguere il T. sinensis da altre specie di Torymus, non lo è distinguere i maschi dalle femmine, inoltre la riuscita della lotta può essere quasi pregiudicata da un non corretto rapporto tra numero di femmine e maschi (che è ottimale se poco superiore al 2/1), dal fatto che se le femmine non si accoppiano quasi subito dopo lo sfarfallamento rifiuteranno il maschio e deporranno solo uova da cui usciranno maschi; dal fatto che siccome sfarfallano scalarmente dovranno essere riunite (in laboratorio e nutrite) sino al momento del lancio all’aperto.  Perciò è decisamente più efficace ricorrere all’esperienza e agli adulti di Torymus resi disponibili dal Settore Entomologia del DiVAPRA dell’Università di Torino, dove il prof. Alma studia il problema dal 2002 e ha allestito “aree di moltiplicazione” di Torymus, che ha già “lanciato” in Piemonte innanzitutto e poi in varie regioni italiane, ovunque con la dovuta collaborazione dei locali entomologi e, doverosamente, dei Servizi Fitosanitari.  
L’area di moltiplicazione è strutturata in modo da ottenere molti Torymus, che da lì saranno prelevati e lanciati altrove, perciò è ubicata in area distante dai castagneti (verso i quali subito si rivolgerebbe il parassitoide,  che invece noi vogliamo concentrare), fitta di piante di castagno (se non è ceduo già fitto, all’occorrenza si possono portare piante dai vivai), basse per poter poi raccogliere facilmente le galle (gli ibridi euro giapponesi hanno taglia relativamente bassa), fortemente infestata da cinipide (se si costituisce ex novo, meglio usare la varietà di ibrido euro giapponese Marsol, che è più suscettibile).
Con i lanci, gli adulti sono trasferiti nei castagneti ordinari, purché questi non siano trattati con insetticidi.  Si preferiscono appezzamenti situati all’interno di estese aree castanicole, ben infestati da cinipide (così il Torymus trova subito da moltiplicarsi) ma non già debilitati,  ben esposti (così che il vento possa poi disperdere il parassitoide). 
Vi si lanciano almeno 250 adulti (tra maschi e femmine) di Torymus per 2-3 anni, dopo 5-7 anni il cinipide dovrebbe essere già in regressione.

Qualche consiglio pratico
Possiamo dare ai castanicoltori qualche suggerimento? Proviamoci, unendo alcuni vecchi consigli ai nuovi.  Innanzitutto ricordiamo che, stante la normativa vigente, resta in vigore una serie di proibizioni (“movimentazione” delle piante di castagno,  trattamento con chimici ecc) che possono diventare oggetto di sanzioni anche molto pesanti da parte di alcuni funzionari. Il cinipide del castagno
Per parlare invece in termini solo tecnici, distinguiamo i casi. 
Se il cinipide ancora non è ancora arrivato in zona, conviene prepararsi: per prudenza, si cerchi di non tagliare le querce, perché possono ospitare parassitoidi utili diversi dal Torymus; ripulendo i castagni, si lascino i polloni e germogli più bassi, perché fanno da esca e da spia del primo arrivo del cinipide: li taglieremo non prima di fine luglio (cioè quando, finiti i voli del cinipide, conterranno le eventuali sue uova) e li bruceremo per prudenza.
Si preparino aree di ricezione cinipide e lancio del Torymus: occorrerà molta vegetazione fresca (es. cedui di un anno), su almeno 200 mq, in posizione non a rischio di antiparassitari e da cui il Torymus possa diffondersi col vento.  
Se il cinipide c’è, ed è ancora poco,  è utile intervenire sino al 30 luglio asportando le galle del cinipide e bruciandolo: non lo si eradicherà ma lo si rallenterà, se si lavora su più proprietà contigue. Se ce n’è di più, alcuni suggeriscono di non iniziare neppure la lotta, per favorire lo sviluppo di eventuali antagonisti presenti che non sono Torymus; certo va allestita subito un’area per un futuro lancio di Torymus. 
Se invece il cinipide è già tanto, è fatica del tutto inutile raccogliere e bruciare le galle, l’unica è introdurre il Torymus se già non è stato fatto; piuttosto va incrementata la vigoria delle piante, specie se giovanissime e a maggior ragione se innestate, con le usuali tecniche ben note: mantenere attorno alle radici abbondante terra che le possa nutrire, concimi, irrigazioni di soccorso; ma potatura minima, perché stiamo combattendo il cinipide, non il cancro.

La convivenza col cinipide: un equilibrio difficile
Sample ImageComunque,  fin d’ora conviene abituarsi a pensare che col cinipide dovremo poi convivere, addirittura salvandolo dall’“estinzione” che il Torymus potrebbe provocare, perché se ciò accadesse il Torymus quasi scomparirebbe a sua volta e, alla conseguente nuova esplosione del cinipide, dovremmo reintrodurlo. 
Negli appezzamenti in cui si lancerà il Torymus  nulla va fatto che non sia concordato con chi dirige i lanci. S’intende che vanno osservate le altre eventuali prescrizioni relative alle aree protette, ove vigenti.


Leggi anche:

4 dicembre 2011
Castagno, albero multivalente da riscoprire

29 novembre 2011
Finanziamenti per il settore castanicolo, Lazio in ritardo


14 novembre 2011
Un fungo salverà il castagno dal cinipide?

26 ottobre 2011
I tavoli di filiera del settore castanicolo


23 ottobre 2011
Castagne tra sagre e cinipide: che novità?

21 febbario 2011
I castagneti di Rocca di Papa: convegno

22 giugno
 2010
Cinipide del castagno: cos’è e come combatterlo

2 febbraio 2010
Cinipide, dall'Asia una minaccia per il castagno

Ultimo aggiornamento Sabato 14 Gennaio 2012 23:51

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito