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Lazio, province preoccupate per nuovo Piano Rifiuti

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Sample ImageROMA - Il Consigliere regionale del PD, Francesco Scalia, lancia l'allarme relativamente al futuro della gestione dei rifiuti della Regione Lazio, con particolare riferimento alla possibilità che i rifiuti di Roma vengano "esportati nelle altre provincie. Venerdì prossimo la Giunta regionale dovrebbe approvare il nuovo Piano dei Rifiuti, che cancella il principio dell’autosufficienza su base provinciale della gestione dei rifiuti, in ragione del quale ogni provincia provvede ai propri rifiuti, e lo sostituisce con quello dell’autosufficienza su scala regionale.
In una nota diffusa in queste ore Scalia scrive: «La capacità di Malagrotta sta per esaurirsi e la Polverini pensa bene di correre ai ripari con un piano regionale dei rifiuti che fa pagare alle province lo scotto dell’inerzia e dell’inettitudine degli amministratori della capitale. In questi anni, partendo da una situazione di emergenza, determinata dall’esaurimento della discarica di Pontecorvo, siamo riusciti, unica provincia del Lazio, a risolvere la questione dei rifiuti. Nel nostro territorio il ciclo di smaltimento è chiuso. C’è un impianto (Colfelice) che tratta i rifiuti trasformandoli in CDR (combustibile derivato da rifiuti) ed in Compost (fertilizzante per l’agricoltura). Il CDR viene a sua volta trasformato nel Termovalorizzatore di San Vittore in energia elettrica, mentre il Compost viene destinato all’impiego in agricoltura. Nell’unica discarica provinciale (Roccasecca) va soltanto quanto non può essere recuperato. Roma, al contrario, ha lasciato esaurire il sito di Malagrotta senza individuare soluzioni alternative, e continua a portare in discarica il rifiuto “tal quale”, senza alcun trattamento o recupero. Se il piano passerà nei termini descritti oggi dal quotidiano Repubblica, i rifiuti di Roma potranno essere sversati nella nostra provincia. Sappia tuttavia la Polverini che, contro il verificarsi di questa evenienza, siamo disposti alle barricate. Dopo essere stati massacrati dal piano sanitario, non lasceremo certo che la nostra provincia diventi la discarica della capitale. Invito pertanto i colleghi di centrodestra ed il Presidente Iannarilli a reagire con forza, almeno questa volta. Dopo aver brillantemente gestito un problema che nella vicina Campania è salito all’attenzione internazionale, non possiamo certo essere noi a scontare l’inadeguatezza o meglio, l’assenza di soluzioni rispetto alla deriva che Roma sta vivendo sul fronte della gestione dei propri rifiuti».
Posizioni sostenute anche dal segretario provinciale di Frosinone in pectore, Lucio Migliorelli, secondo cui: «La pazienza è finita. Dopo l’adozione di un piano sanitario che calpesta i territori, dopo l’aumento dei pedaggi autostradali, dopo la scelta di escludere rappresentanti di Frosinone dalla Giunta regionale, oggi la Polverini vuole risolvere i problemi di gestione dei rifiuti nella capitale “scaricandoli” sulle province, tra cui la nostra».
Di «imbarazzante scaricabarile» tra Comune di Roma e Regione Lazio parla Filiberto Zaratti, Consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà ed ex-assessore, che contesta la logica di Gianni Alemanno che vorrebbe «scaricare i rifiuti di Roma il più lontano possibile dalla città. Ma la legge prevede che lo smaltimento dei rifiuti deve avvenire perseguendo l'autosufficienza degli ambiti territoriali e individuando una rete di impianti piu' vicini possibili ai luoghi di produzione e raccolta. In questo caso l'alternativa a Malagrotta non può che essere individuata all'interno del Comune di Roma, al fine di ridurre il piu' possibile il movimento dei rifiuti e garantirne la sostenibilità ambientale della gestione».
Rincara la dose Angelo Bonelli, capogruppo nella Regione Lazio e presidente nazionale dei Verdi per la costituente ecologista, secondo cui «Il piano regionale rifiuti che passerà in giunta il 19 è assolutamente irricevibile. Il Piano non conterrà indicazioni certe sulla data di chiusura definitiva di Malagrotta, che per noi imprescindibile, e non individua la localizzazione della discarica necessaria allo smaltimento del residuo dei rifiuti trattati del Comune di Roma. Questa è un'operazione che un escamotage che potremmo definire 'furbata' per sottrarre alla Valutazione Ambientale Strategica l'esame del sito in questione, aumentando così l'impatto ambientale della futura discarica. È inoltre - conclude Bonelli - è un peccato che nel Piano non trovino posto le proposte innovative contenute nella proposta di legge d'iniziativa popolare promossa dal comitato Non bruciamoci il futuro».
A Scalia, Bonelli e Zaratti risponde indirettamente il capogruppo PdL Franco Fiorito, che afferma: «La stucchevole retorica del centrosinistra sul piano rifiuti è davvero imbarazzante. Finalmente, infatti, dopo 17 anni di buio totale, se si escludono i provvedimenti adottati tra il 2000 e il 2005, per la prima volta la Regione Lazio si doterà di un vero piano che scongiurerà definitivamente lo spettro dell'emergenza e sconfesserà tutte le sinistre cassandre. Nella dialettica politica si possono accettare critiche costruttive, ma sono intollerabili gli attacchi che provengono da certa sinistra che abbandonato il governo adesso si riscopre di lotta, omettendo però un piccolo particolare: è la stessa sinistra che in cinque anni ha prodotto inefficienti politiche ambientali e zero risultati».

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Novembre 2010 17:20

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