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Videocon, i Dooth fanno marcia indietro? PDF Stampa E-mail
di Redazione   
martedì 08 luglio 2008
 ANAGNI – Nel giorno in cui oltre 1.500 operai “marciano su Roma”, per manifestare davanti all’ambasciata indiana, in difesa del loro posto di lavoro la famiglia Dooth, proprietaria della Videocon, sembra fare marcia indietro.

In alcuni passaggi di una lettera indirizzata al predente della Provincia di Frosinone, Francesco Scalia, Pradeep Kumar Dooth, presidente e amministratore delegato della Videocon, scrive: «Riteniamo che vi sia stato un grande malinteso sui nostri sinceri sforzi per portare avanti il programma di reindustrializzazione di Vdc. Forse a causa della diversa lingua, o forse perché non siamo stati in grado di esprimere pienamente la nostra visione per lo sviluppo e la crescita di Vdc. … Intendiamo ribadire la nostra volontà di rimanere sul territorio in quanto totalmente orientati verso un impegno sociale a lungo termine per il territorio di Anagni… Per noi la Vdc è strategicamente importante in termini di business e quindi non abbiamo intenzione di cessare la nostra attività nel sito di Anagni…con il miglioramento del mercato il numero degli addetti potrà crescere». Quello della famiglia Dooth sembra un completo cambio di direzione rispetto alle dichiarazioni rilasciate, lo scorso 20 giugno, nel corso del vertice ufficiale al Ministero dello Sviluppo Economico nel quale i proprietari della Vdc avevano dichiarato: “la situazione attuale del mercato tv e le prospettive a livello internazionale sempre più influenzata dalla concorrenza agguerrita dei paesi del far east, il nuovo quadro di riferimento si discosta in modo significativo da quello presente quando la società aveva deciso il proprio investimento in Italia». Per queste ragioni: «la controllante indiana non ritiene di poter più sostenere l’investimento previsto dal contratto di programma e pertanto ha deciso di abbandonare il progetto schermo al plasma. Ciò determina che lo stabilimento di Anagni potrà continuare ad operare solo per il mero montaggio di tv con componenti in larga parte importati».

La lettera si conclude con la richiesta di un incontro con il presidente della Provincia «per poter rappresentare tutti i nostri obiettivi e finalità a lungo termine per lo sviluppo di Vdc per poter chiarire tutte le incomprensioni in uno spirito di fiducia reciproca».Saputo della lettera, Francesco Scalia si è detto disponibile ad incontrare il presidente di Vdc: «L’importante è che sia attuato il contratto di programma con la riconversione dello stabilimento. Sono disposto ad incontrarli, ma ribadisco che servono impegni seri».

 
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