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Videocon, gli operai occupano la Provincia |
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di Redazione
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martedì 01 luglio 2008 |
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FROSINONE - Sit-in di protesta ieri mattina in piazza Gramsci davanti al palazzo della Provincia per una delegazione dei 1.450 lavoratori della Videocon accompagnati da Rsu e sindacati. Dopo aver protestato con slogan, bandiere e cori, i lavoratori ed i sindacati hanno occupato in modo pacifico e simbolico l'aula consiliare mentre l'assise provinciale era in corso.
Hanno preteso ed ottenuto l'approvazione di un punto all'Ordine del giorno varato all’unanimità con il quale tutelare la vocazione industriale del sito di Anagni ed impedire agli indiani qualsiasi progetto di trasformazione di una parte del magazzino a fini commerciali. Con il documento, inoltre, ci si è impegnati a non disperdere le positività presenti nello stabilimento, ovvero la tecnologia e le qualità umane e lavorative degli operai tutelando con iniziative opportune gli aspetti sociali del territorio. Inoltre è stata inviata una nuova missiva al Governo italiano per avviare un confronto con il Governo indiano tenendo conto delle priorità individuate dai sindacati a tutela dell'occupazione, ovvero la ricerca di un partner industriale capace di produrre ad Anagni. Si chiede infine il mantenimento dell'accordo di programma firmato tre anni fa, ma mai messo in pratica. All'ordine del giorno anche lo svolgimento a breve di un consiglio provinciale aperto a tutti i parlamentari e lavoratori Videocon. Ma a tenere banco alla Videocon è il blitz di Procura e Finanza avvenuto sabato allo stabilimento dove è stato sequestrato materiale cartaceo. Sono previsti altri sopralluoghi della Magistratura nelle prossime ore. «E' opportuno che la Procura faccia i suoi accertamenti. Il nostro obiettivo primario è l'industrializzazione del sito e la piena occupazione. E' positivo il fatto dell'unità territoriale. Ben trenta sindaci hanno sottoscritto con noi l'Ordine del giorno avanzato dal primo cittadino di Morolo e spedito a Berlusconi, ora anche la Provincia, dopo il presidente Scalia, si muove senza differenza di colore politico. Tutte le nostre attenzioni sono concentrate sulla manifestazione dell'8 luglio a Roma prima davanti all'ambasciata indiana e poi davanti palazzo Chigi. Per la riuscita della protesta abbiamo indetto una giornata di sciopero», hanno spiegato Silvio Campoli (Cgil), Mariano Ranieri (Cisl) e Massimo Arilli (Ugl). «La situazione è esplosiva. Abbiamo inviato diverse lettere al Governo senza ottenere risposta. Serve una posizione forte e rapida del Governo» ha spiegato l'assessore provinciale Patrizio Cittadini. (da: IlMessaggero) |