|
Videocon, controlli della Guardia di Finanza |
|
|
|
|
di Redazione
|
|
lunedì 30 giugno 2008 |
|
ANAGNI - «Sembra una nave che sta affondando». Se l’è lasciato scappare uno degli investigatori che sabato pomeriggio ha partecipato al blitz alla Videocon. Dopo la denuncia dei sindacati e dopo il dettagliatissmo esposto del presidente della Provincia, Francesco Scalia, la Procura non ha perso tempo e sabato pomeriggio gli uomini della Guardia di Finanza guidati dal sostituto procuratore Adolfo Coletta si sono presentati ai cancelli dello stabilimento di Anagni della multinazionale indiana Videocon.
I finanzieri si sono concentrati sulle fatture. Centinaia e centinaia di documenti sono stati passati al setaccio per ore - il blitz si è concluso intorno alla mezzanotte - poi tutta la documentazione è stata sequestrata. Scatoloni e scatoloni di materiale, tanto che i finanzieri hanno deciso di lasciarli in loco. Tutta la documentazione è stata concentrata in una stanza a cui sono stati apposti i sigilli. Custode è stato nominato un dirigente dello stabilimento. Dopo l’arrivo del sostituto procuratore e dei finanzieri sul posto sono arrivati due avvocati nominati dall’azienda, il direttore del personale Andrea Lo Sasso e alcuni giovani manager di nazionalità indiana. Mentre i finanzieri spulciavano la documentazione, il pm con alcuni uomini della polizia giudiziaria della Procura ha effettuato una ispezione del sito industriale. Nell’esposto, infatti, venivano sollevati pesanti dubbi sull’idoneità delle apparecchiature acquistate dalla Videcon che secondo le accuse erano state dismesse dalla Nec e da una azienda cinese e che, a detta degli esperti, non sarebbero assolutamente idonee ad attuare il piano industriale che ha portato alla sottoscrizione di un accordo di programma tra il Governo, la Regione e la multinazionale indiana. Anche le apparecchiature sono state poste sotto sequestro. Con ogni probabilità la Procura dovrà nominare un tecnico industriale. Ma le verifiche presentano problemi seri: il materiale infatti potrà essere aperto solo in una cosiddetta ”camera bianca”, uno di quei reparti sterili dove vengono prodotti i televisori di ultima generazione. Ma non è tutto. Venerdì infatti ai cancelli della Videocon si sono presentati anche gli ispettori del lavoro che hanno voluto verificare la situazione del personale all’interno dell’azienda, attualmente infatti stanno lavorando 450 dei 1400 dipendenti, la maggior parte dei quali è impiegata nell’assemblaggio dei televisori di vecchia generazione nel reparto Fornaina. Tutti gli altri sono in cassa integrazione da tre anni, e probabilmente gli ispettori del lavoro hanno voluto verificare le accuse dei sindacati sulla mancata rotazione del personale in cig. (da: IlMessaggero) |