| Il Coordinamento Provinciale Acqua pubblica attacca Scalia |
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| di Redazione | |
| lunedì 23 giugno 2008 | |
FROSINONE – Il Coordinamento Provinciale Acqua pubblica, attraverso una lettera aperta, attacca duramente il Presidente della Provincia, Francesco Scalia. In particolare il Comitato imputa a Scalia un comportamento tutt’altro che impeccabile ed equidistante dalle parti in causa. Quella dell’acqua è una delle questioni che agita la vita politica e sociale ciociara degli ultimi mesi, a seguito dei molti e diversi disservizi imputabili all'Acea Ato5. Le polemiche che stanno caratterizzando questa vicenda sembrano presentare numerosi punti di contatto con la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani da parte del Consorzio Gaia. In entrambi i casi si tratta di situazioni che potrebbero precipitare in modo improvviso ma, lo si può dire, niente affatto inaspettato. Per dar modo di comprendere meglio il clima e i toni della discussione pubblichiamo per intero la lettera del Coordinamento Provinciale Acqua pubblica:
Egregio Presidente, le regole della democrazia, nell’esercizio quotidiano del governo della cosa pubblica, dovrebbero imporre correttezza, onestà, rigore nei comportamenti personali e di gruppo per esigere da chiunque il rispetto degli impegni assunti con contratti e convenzioni e per esigere l’applicazione delle leggi e di tutte quelle norme che imponendo trasparenza e partecipazione intendono anche impedire ogni collusione tra affari e politica. Realizzando meccanismi di verifica e controllo leggi e normative vogliono, altresì, tutelare gli interessi degli utenti mettendoli a riparo da ogni atto di ingiustizia, di illegalità e di sopruso. Il Coordinamento provinciale per l’acqua pubblica ha richiesto e chiede insistentemente un confronto serio e costruttivo per far luce sulla gestione del servizio idrico integrato da parte di Acea-ato5 spa, per verificare se esistono inadempienze, illegalità, sprechi, abusi, danni, ecc. A questa serietà d’intenti e di comportamento del Coordinamento e delle associazioni degli utenti non si può rispondere con l’insulto e con un linguaggio arrogante ed autosufficiente. E’ un segno evidente di debolezza politica. Aprire i lavori della conferenza dei sindaci dicendo che è stato spinto a farlo soltanto perché ha letto sulla stampa locale tante lamentele, proteste e richieste di risoluzione del contratto non ha dimostrato di essere all’altezza del Suo ruolo di coordinatore provinciale dell’ato5. In quella sede necessitava una relazione che tracciasse un quadro preciso della gestione del servizio idrico in tutti i suoi aspetti per dare un’ampia informazione ai cittadini e per mettere ciascun sindaco in condizioni di conoscere tutte le problematica esistenti, al fine di comportarsi di conseguenza secondo scienza e coscienza. Vogliamo sottolineare ancora che riteniamo non legittimo, non giusto, non democratico che nell’assemblea dei sindaci sia stata data la parola il rappresentante dell’ACEA e che si sia negato, invece, di parlare al rappresentate degli utenti. Questo significa che si sta da una sola parte. Non si può intervenire ripetutamente, inoltre, con argomentazioni speciose e false evidenziando rischi apocalittici inesistenti in caso di rescissione del contratto. Il caos c’è già. Peggio di così non si può andare. Rileviamo, inoltre, che alla riunione mancava circa il 40% dei sindaci dell’ambito territoriale e che ad assistere alle conclusioni ne era rimasto qualcuno, in modo particolare, da quanto esposto dal Garante Regionale, che ha di fatto confermato la protesta delle Associazioni e Comitati. Questi comportamenti minano la democrazia perché contribuiscono ad indebolire la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni.. Gli utenti, i cittadini, hanno il diritto di sapere anche come si sono formati gli apparati della Segreteria Tecnico Organizzativa dell’Ato5 e degli uffici Acea. Vorremmo poter apprendere che non sono state assunte persone provenienti dalle Organizzazioni sindacali o persone con legami di parentela con sindaci e amministratori dei comuni dell’ato 5. Lo vorremmo sapere perché essi vengono pagati dagli utenti e la loro professionalità deve corrispondere all’efficienza ed alla qualità del servizio. Lo sappiamo che l’Acea può assumere chi vuole. Noi solleviamo un problema di giustizia nell’interesse di tutti quei giovani disoccupati che non hanno santi in paradiso. Spesso l’umana coscienza giunge laddove la legge non arriva, segnando un confine sottile tra il moralmente accettabile ed il legalmente punibile. Occorre coraggio nella ricerca della verità e della giustizia ed anche una sola voce può fare la differenza nel restituire dignità alla persone. Il Coordinamento si riconosce nel messaggio del Capo dello Stato enunciato il 2 giugno scorso. Noi ci battiamo per fermare il rischio di regressione civile, per il massimo coinvolgimento delle rappresentanze sociali, contro il crescente disagio di persone e comunità. E Lei.? Il confronto aperto, serio, costruttivo costituisce uno strumento insostituibile culturale e politico. Chi ha ritenuto di volerne fare meno ha ricevuto il 13 e14 aprile una sonora lezione. Non basta? Nelle prossime campagne elettorali: provinciale, regionale, europea, saremo presenti, non come candidati ma come protagonisti per informare ed orientare i cittadini a difendere i loro diritti. Rinnoviamo la nostra disponibilità al confronto pubblico e, in attesa di un a suo riscontro, La salutiamo distintamente. |
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