| Gaia, ancora nuvole all'orizzonte |
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| di Redazione | |
| martedì 13 maggio 2008 | |
ACUTO - Volge nuovamente verso l'incertezza più completa la vicenda Gaia. Notizie preoccupanti emergono infatti su diversi fronti: economico, industriale, gestionale, giudiziario e dei rapporti con le amministrazioni. Ma procediamo con ordine. Acquirenti Era tornata a circolare nelle scorse settimane la voce di una possibile acquisizione da parte di un acquirente: ma nei giorni passati l'Acea avrebbe fatto cadere le trattative, mentre hanno perso di consistenza le voci che continuavano a riferire di un possibile interesse della società spagnola Urbaser dell'imprenditore spagnolo Florentino Perez, che avrebbe potuto contare anche sul sostegno dell'ex-presidente di Gaia, Roberto Scaglione. Ma quest'ultimo è stato proprio in questi giorni rinviato nuovamente a giudizio per un giro di tangenti relative alla costruzione dell'inceneritore di Colleferro. Se non emergerà a breve l'interesse di altre società, dunque, il salvataggio di Gaia dipende interamente dalla capacità dell'attuale commissario Lolli di rimettere in ordine i conti, rendendo credibile il piano industriale a partire da una situazione fortemente compromessa dai debiti. Tra le poche certezze economiche del gruppo, a fronte di ingenti debiti, il capitale gli impianti cosiddetti "termovalorizzatori" di Colleferro. Termovalorizzatori sotto la lente Nelle settimane passate si è registrato almeno un episodio che ha suscitato l'allarme di molti abitanti dell'area di Colleferro Scalo: dai camini del vicino termovalorizzatore, è fuoriuscita una colonna di fumo nero e denso. I cittadini, allarmati, hanno richiesto l'intervento delle autorità di controllo. I carabinieri hanno quindi sottoposto all'esame dell'ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) il contenuto di alcuni camion dell'Ama (la municipalizzata che conferisce a Colleferro parte dei rifiuti di Roma). Alla base dell'inconveniente sembrerebbe infatti essere un eccessivo tasso di umidità dei rifiuti conferiti, che avrebbe impedito la corretta combustione degli stessi. I problemi con i termovalorizzatori (che come si è detto sembrano rappresentare per la società l'unico autentico elemento di pregio in un mare di debiti) riguardano dunque diversi aspetti: il loro impatto sul territorio, oggetto di ripetute contestazioni da parte dei residenti nelle zone limitrofe, il fatto che Gaia continua a non disporre di un proprio impianto per la produzione del combustibile da rifiuti (CdR) che le consentirebbe di chiudere effettivamente il ciclo della gestione e smaltimento; infine l'ostacolo che essi frappongono nei fatti all'avvio di un serio programma di raccolta differenziata dei rifiuti, dal momento che per Gaia risulta in molti casi più vantaggioso bruciare anche rifiuti che potrebbero invece essere riciclati. Rapporti con gli enti locali La questione di maggior attualità riguarda però i rapporti con gli enti locali, data l'esigenza che la società ha di riportare in pareggio i propri conti nel più breve tempo possibile. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, il commissario ha dovuto imporre la razionalizzazione della struttura aziendale, insieme alla revisione delle condizioni contrattuali e soprattutto ad un consistente ritocco verso l'alto delle tariffe. Provvedimenti, questi ultimi, che hanno spinto molte amministrazioni locali a fare un passo indietro e cercare altre soluzioni per la gestione di questo delicatissimo servizio. L'ultima in ordine di tempo a orientarsi in questo senso è stata quella di Alatri, il cui sindaco ha presentato venerdì scorso un corposo dossier nel quale ha illustrato i numerosi motivi di insoddisfazione dell'amministrazione rispetto ai servizi erogati in questi anni da Gaia, annunciando la conclusione dei rapporti con la società e minacciando future azioni giudiziarie. Gli occhi sono puntati anche sugli altri comuni ancora indecisi sul da farsi: Artena, Castel San Pietro, Gallicano, Paliano, Rocca di Cave, Roiate, San Cesareo, San Vito Romano e Subiaco. Anche per quanto riguarda il Comune di Acuto e quelli limitrofi la situazione sembra essere ancora lontanissima dalla soluzione definitiva. Fiuggi ha scelto di rimanere anche a fronte della particolare relazione con Gaia, che ha incorporato la Fiuggi Terme (altra società sull'orlo del fallimento). Piglio, Trevi nel Lazio e Acuto starebbero invece valutando la possibilità di dar vita ad un consorzio intercomunale per la gestione autonoma della raccolta dei rifiuti, che potrebbe rivelarsi economicamente più vantaggioso rispetto all'ultima offerta di Gaia (equivalente a circa 170 euro per abitante); il Comune di Serrone, al contrario, inizialmente sembrava interessato a concorrere all'iniziativa, sarebbe ora orientato a confermare la fiducia a Gaia. L'orientamento dei tre comuni che hanno avviato la discussione per la creazione del Consorzio è quello di sollecitare il prefetto affinché costringa Gaia ad una proroga di qualche mese della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, concedendo in tal modo ancora un po' di tempo per prendere una decisione definitiva. L'incertezza continua, anche per i lavoratori. |
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