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Videocon continua lo stato di agitazione PDF Stampa E-mail
di Redazione   
giovedì 08 maggio 2008
ANAGNI - I dipendenti Videocon di Anagni tornano in stato di agitazione e sono pronti ad un nuovo sciopero che si svolgerà 14 maggio in concomitanza con l'importante incontro alla Regione Lazio sulla proroga alla Cig in scadenza a fine mese. Dopo la promessa del Governo e della Regione Lazio di finanziamenti per il piano industriale, per un totale di circa 52 milioni di euro (che dovrebbero arrivare a giorni) ci si attendeva un'accelerata sulla riconversione industriale da parte della proprietà (la famiglia Dhoot). In particolare la seconda linea al plasma, accanto a quella prototipo, doveva partire entro maggio, ma ad oggi tutto è fermo. E la proprietà, la famiglia Dhoot (da fonti aziendali) da alcune settimane non si vede ad Anagni. Ieri la Rsu si è riunita in assemblea per analizzare la situazione. «La situazione è critica. Il dottor Nicosia, nominato dal Ministero, ha dato il via libera per la prima tranche del finanziamento, ma non vediamo risposte dalla proprietà. Invece di accelerare la riconversione, voci sempre più insistenti parlano di preparativi per smontare alcuni macchinari. Ci aspettavamo risposte concrete dagli indiani, invece è tutto fermo. Anzi la proprietà è sempre più assente. Per questo il nostro stato di agitazione prosegue con lo sciopero di quattro ore a fine tuirno il 14 maggio» spiegano Cgil, Cisl e Uil che aggiungono: «Il 14 maggio andremo in Regione per la proroga della Cig sei mesi più sei, ma siamo in ritardo». A proposito di proroga della Cig, dovrebbe riguardare 880 degli attuali 950 lavoratori sui 1400 totali, soggetti al provvedimento. In un primo tempo si parlava di 650. Non va meglio alla Tdi systems ex Tdi research ovvero laboratorio di ricerca Videocon. Ieri i 68 lavoratori hanno scioperato con un'assemblea pubblica davanti lo stabilimento. «Sospendiamo ogni tipo di attività fino al 14 maggio, giorno della convocazione alla Regione Lazio» spiega Piero Alonzi della Cisl aggiungendo: «Il 14 gennaio siglammo un accordo con il quale l'azienda avrebbe provveduto a richiedere il trattamento di Cigs per cessazione di attività per 12 mesi. Il verbale di accordo conteneva anche la promessa che l'azienda si dichiarava disponibile a sostenere progetti di lavoro autonomo che i lavoratori intendessero eventualmente attivare. Ma da allora solo silenzi». (da Il Messaggero)
 
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