| Scritto da Redazione,
23 04 2008
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Pubblicato in : , Economia |
FROSINONE - L'avevano avvertito nei giorni scorsi e l'hanno fatto: La "class action" ai danni dell'Acea Ato 5, primo esempio di azione legale di gruppo nella provincia di Frosinone, è partita. Le decine di cittadini della provincia di Frosinone che in questi giorni si erano visti recapitare bollette dell'acqua con importi da capogiro, fino a 3000 euro, si sono costituiti in Comitato e, difesi dall'avvocato Luigi Valchera, daranno il via ad un'azione legale ai danni della società concessionaria del servizio di fornitura idrica.
«L'Acea Ato 5 sta recapitando in questi giorni richieste di pagamento del canone relative ai consumi del triennio 2004-2006, anni nei quali - si legge nella nota - l'Acea non ha mai effettuato le letture dei contatori, per cui ha richiesto solo una serie di acconti avvertendo che quelle somme potevano essere oggetto di conguaglio». Le esose richieste di pagamento hanno suscitato la rivolta delle decine di cittadini che, col dente avvelenato, non solo si sono riversati negli uffici della concessionaria, ma tutelati dalla legge Bersani, hanno dato il via ad un'azione legale di classe, una class action appunto, nei confronti della società Acea Ato 5 con l'intento di verificare la legittimità delle bollette che a quanto pare "risulterebbero errate nel calcolo della tariffa agevolata, di quella base e delle eccedenze". Sono già circa 50 gli utenti che costituiscono il comitato. "Nei prossimi giorni - spiega l'avvocato Valchera - faremo una prima riunione collettiva nel corso della quale valuteremo e pianificheremo le azioni legali da percorrere. Speriamo in un ravvedimento operoso da parte dell'Acea Ato 5 e, qualora ricorressero i presupposti, non è escluso il ricorso all'azione penale ai danni della società", ha concluso Valchera. (da: Il Messaggero) |
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