| Scritto da Redazione,
20 04 2008
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Pubblicato in : , Economia |
FROSINONE - Bollette dell’acqua, i cittadini insorgono. Decine le persone che ieri si sono riversate inviperite negli uffici dell'Acea Ato 5, società che gestisce il servizio idrico nella provincia di Frosinone, per avere delucidazioni. parliamo di importi considerevoli, a volte stratosferici. «Si tratta di bollette relative a conguagli che l’azienda chiede per gli anni 2004 -2006 - spiegano da Acea Ato 5 - visto che all’epoca vennero fatti pagare importi irrisori». Mai cittadini vogliono vederci chiaro anche perché i metri cubi riportati sulle bollette non corrispondono alle letture dei contatori effettuate personalmente dagli utenti, con sforamenti anche di 500 metri cubi in più in bolletta.
«Seicento, 700, mille, addirittura fino a 3.000 euro per l'acqua, ma scherziamo?», era il commento delle decine di cittadini che in un'atmosfera da asta all'incanto, confrontavano i propri importi con quelli degli altri malcapitati mentre attendevano trepidanti, con tanto di numero progressivo, di essere ricevuti negli uffici dell'Acea Ato 5. A complicare le cose il fatto che l’Acea ha chiesto il pagamento in un’unica soluzione e non ha inviato i tagliandi per pagare in più rate. «Basterà chiederlo e la rateizzazione verrà applicata», spiegano da Acea Ato 5. «I cittadini potranno pagare in tre rate». Certo, commentano in molti sarebbe stato più semplice prevederlo direttamente. «Non dico di non voler pagare i 647euro che mi sono stati chiesti- è intervenuta un'anziana signora - ma voglio dei chiarimenti: nell'anno 2006 ho consumato 53 metri cubi d'acqua -ha spiegato bolletta alla mano - mentre nel 2007, stando a quanto dicono ne avrei invece consumati 630. E' impossibile vivo da sola e non posso aver consumato tanto e poi il dato è palesemente incongruo rispetto a quello dell'anno precedente, deve esserci un errore». Ma intanto i cittadini, accomunati dal medesimo problema, stanno pensando di avviare un'azione legale, una class action nei confronti di Acea Ato 5. «Andremo a fondo alla questione, - avvertono - stiamo già pensando ad una raccolta di firme per poter dare il via ad un'azione di classe, resa possibile dalla legge Bersani, dove un gruppo di persone legate dallo stesso problema si uniscono, e i loro diritti vengono difesi in tribunale da un unico avvocato».
da "Il Messaggero"
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