| La Madonna di Acuto |
| di Valerio Volpi | |
| mercoledì 23 gennaio 2008 | |
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Breve introduzione storica: Rare e assai scarse sono le informazioni riguardanti quest' opera. Sappiamo per certo che la statua processionale della Madonna venne donata dal pontefice Bonifacio VIII al comune di Acuto (FR) quando, dopo lo schiaffo di Anagni gli acutini accorsero come prima popolazione in aiuto del pontefice unendosi ai contadini della città papale. Sarà in seguito a questo evento che la statua prenderà il nome con cui è tutt'oggi conosciuta. Riguardo la sua nascita ci sono però due ipotesi contrastanti. Quella più accreditata vuole che la statua fosse già in precedenza di possesso del pontefice; l'altra afferma che Bonifacio VIII abbia commissionato l'opera proprio in occasione della donazione alla cittadina di Acuto, deliberando anche la costruzione del transetto della chiesa colleggiata del paese, che ricordiamo, era allora feudo del vescovo di Anagni, ovvero del papa stesso.Da allora la statua sarebbe stata conservata all'interno della chiesetta dei Santi Rocco e Sebastiano all'interno di una nicchia finemente affrescata, che ritraeva tendaggi degni di un trono reale. In seguito ai cannoneggiamenti della seconda guerra mondiale gli acutini furono costretti a vendere la statua al museo romano di Palazzo Venezia per riparare il catino absidale della chiesa colleggiata colpito dai bombardamenti. Insieme alla Madonna gli acutini donarono al museo una campana bronzea finemente decorata.
Colori: Quello che rimane della colorazione originaria è sufficiente a farci comprendere ed immaginare la primaria cromatura dell’opera. Il colore della carnagione è un rosa pallidissimo che si confonde quasi con il color legno della statua Le vesti di Maria si presentano nella parte alta di un blu non troppo intenso quasi un azzurro sporco forse a voler richiamare la connessione con la volta celeste e quindi con la natura divina della Madonna. Nella parte bassa la statua è invece caratterizzata da un rosso acceso, imperiale, evidente richiamo alla iconografia di una Maria sovrana, regina sopra tutti gli uomini. Il contrasto tra questi due diversi colori delle vesti conferisce alla statua maggiore vivacità. In netto distacco con quelli della madre sono i colori delle vesti del figlio. Quella che oggi si configura come una toga color legno anticamente era di un grigio scuro, o più probabilmente di un verde petrolio, come possiamo notare nel frammento di colore rimasto sul ginocchio del bambino. Le vesti al di sotto della toga sono anch’esse di colore scuro, spezzato dalle gemme sulle maniche, dal candore della pelle e dal chiarore della corona, evidentemente dipinta di color oro come per tutti i re che si rispettino. Una netta contrapposizione di colori si può poi rintracciare tra gli occhi dei due soggetti, di un nero intenso per la madre, di un celeste chiaro e spiccante per il pargolo.
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