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Stella, consigliere comunale di Cassino, cerca 43 sindaci per risolvere la convenzione con l'ATO5 PDF Stampa E-mail
di Andrea   
martedì 28 agosto 2007
CECCANO - «Cercasi 43 sindaci coraggiosi» : inizia così la provocante lettera inviata al Presidente della Provincia e agli 85 Sindaci dei Comuni aderenti all ’ ATO 5 da Angelino Stella, consigliere comunale di Ceccano. Oggetto della missiva: ” Convocazione dell ’ assemblea dei sindaci per la risoluzione della convenzione con il gestore privato ACEA Spa-ATO5 del maggio 2002. Occorre per farlo la maggioranza più uno dei Comuni associati. Ossia 43 sindaci coraggiosi». E Stella spiega i motivi di tale sua iniziativa: «La convenzione sottoscritta nel 2002, dal Presidente della Provincia e dagli 85 Comuni aderenti all ’ ATO 5 con il gestore Acea Spa, che doveva portare alla miglior distribuzione dell ’ acqua ai cittadini con annesso grande risparmio del consumo della stessa, si è rivelata un grande fallimento. Molti punti della convenzione sono stati disattesi, con relativo disservizio».Il Consigliere Angelino Stella, dunque, osserva: «Solo il prezzo dell ’ acqua e della bolletta non è stato disatteso, anzi, 55 sindaci dei Comuni aderenti all ’ ATO 5, incredibilmente nello scorso mese di aprile, senza alcun pudore verso i propri concittadini, presso l ’ assemblea Provinciale decisero l ’ assurdo aumento di un altro 15% del prezzo a metro cubo. Come si può deliberare un aumento ad una società di gestione che a distanza di 5 anni, invia dati presunti sull ’ effettivo consumo? O ancora, ha effettuato investimenti risibili ed inconsistenti nei Comuni per cambiare e potenziare le vecchie condutture colabrodo che in molte realtà perdono nel terreno oltre il 30% del prezioso liquido. A Ceccano ad esempio gli investimenti previsti dal 2002 al 2007 pari ad 1,3 milioni euro non sono mai arrivati (sono arrivate le briciole), le perdite tantissime vengono riparate solo dopo molte segnalazioni e dopo settimane Io credo - prosegue Stella - anche traendo spunto dalla stampa locale, che la questione riguardi tutta la Provincia o quasi. Mi risulta che in tantissimi comuni la situazione è poco rosea. Allora pongo una domanda al Presidente Scalia e agli 85 Sindaci aderenti al consorzio: Cosa aspettate a rescindere il contratto con il gestore privato? Se uno dei contraenti non rispetta il contratto è noto che la vicenda finisce sempre in Tribunale con relativa richiesta dei danni. Perchè in questo caso non avviene altrettanto? La convenzione scadrà nel 2029, con che coraggio civile, sociale ed economico ancora partecipate alle assemblee del consorzio, alla luce del mancato rispetto dei molti punti della convenzione? Possibile che con il vostro voto volete reggere tale “ carrozzone ” fino al 2029? Ma i vostri elettori sono a conoscenza che per vostre precise responsabilita ’ pagheranno salatissime bollette per altri 22 anni a fronte di molti disservizi?» «E allora svegliatevi - esorta Stella - e convocate l ’ assemblea del consorzio con all ’ odg: risoluzione della convenzione con il gestore Acea-Ato 5». «Il buon senso in apparenza è sempre l ’ alibi di comodo per chi il coraggio l ’ ha chiuso da tempo nel cassetto e l ’ ha immolato agli ordini di partito per ” non disturbare i manovratori ” ». Intanto continuano i disservizi: in migliaia a Frosinone, nella parte alta della città, stanno subendo forti disagi causa i rubinetti che rimangono a secco. L'acqua manca soprattutto nell'area di via Firenze e via Ciamarra dove da giorni i rubinetti rimangono a secco nelle ore serali (a volte già dalle 19 e per l'intera notte). Ieri, però, è mancata anche dalle 12 e nelle prime ore del pomeriggio. I residenti sono infuriati con l'Acea Ato 5 perché non solo non avvisa gli utenti delle manovre in atto ma quando si chiama il numero verde i centralinisti non sanno nemmeno fornire una spiegazione. «I disagi - spiega Antonio Cascarino responsabile delle manovre di queste condotte cittadine - termineranno a breve e tali interruzioni sono dovute a delle manovre per riempire le vasche». (da Il Messaggero)
 
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