il giornalino di Acuto - Frosinone

Mercoledì, 11 Giugno 2008 23:43

Maria De Mattias, apostola del sangue di Cristo

Scritto da  Valerio Volpi
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Questa è la storia di una giovane donna d'Ottocento, non una semplice ragazza, ma uno spirito determinato e a dir poco innovativo per la sua epoca.
La nostra protagonista, Maria, nasce a Vallecorsa un piccolo grappolo di case nel cuore della Ciociaria il 4 febbraio dell'anno del signore 1805.
Figlia di Giovanni de Mattias, gonfaloniere del comune e Ottavia de Angelis, donna di famiglia benestante la nostra fanciulla viene battezzata il giorno stesso della sua nascita nella chiesa di San Martino con il nome di Maria Matilde, ottava figlia di una serie di fratelli di cui rimarrà viva solo la sorella Vincenza.
Il 16 agosto del 1808 viene alla luce il fratello Michele Filippo Rocco che risulterà per lei valido aiuto e sostentamento nelle dure prove che la vita riserverà a questa giovane ciociara.
Maria cresce, e insieme a lei aumenta nel suo animo l'attrazione per le storie della Genesi che papà Giovanni amorevolmente le narra tutte le sere tenendola sulle sue ginocchia accanto al focolare.
Il 10 giugno del 1815 riceve la Cresima e un anno dopo la prima comunione.
Come tutte le brave e diligenti ragazze della sua età, Maria impara a ricamare e al tempo stesso a leggere grazie all'utilizzo della “santa croce”: il panno da cui si copiano le lettere da imprimere sugli indumenti del corredo.
E' ormai cresciuta la piccola Maria, il suo corpo sta cambiando, la sua bellezza è ormai troppo evidente.
Uno specchio e una spazzola, nulla di più, oggetti che diventano a poco a poco compagni nei lunghi pomeriggi passati a spazzolare i folti capelli corvini.
La vanità cresce in lei, ma il Signore le sta amorevolmente preparando i primi segnali della sua misericordia.
Tra il 1820 e il 1822 Maria inizia le sue prime esperienze e scoperte in campo mistico.
Le favole di papà Giovanni sono state sostituite da una accurata lettura degli scritti di Santa Caterina, e anche l'attenzione per lo specchio sta via via scemando.
Una voce chiama Maria e la distoglie dalle attenzioni per se stessa.
Viene da li, proprio accanto al letto. Si tratta del quadro della “Divina Maternità”, portato in dote da Ottavia dopo le nozze con Giovanni.
La Madonna richiama tanto l'attenzione  di Maria che ella finirà col contemplare quell'immagine molto più di quanto non abbia già fatto con lo specchio.
Nel marzo del 1822 poi, quell'incontro decisivo.
Durante una missione popolare, il fondatore dell'ordine dei Missionari del Preziosissimo Sangue, San Gaspare del Bufalo, arriva a Vallecorsa.
Maria rimane incantata, attratta dalle parole di quella figura mistica che la indirizzerà verso il culto del Divin Sangue scaturito del sacrificio dell'agnello, sangue che ella vede disperso nelle stragi compiute in quegli anni dalle truppe napoleoniche che invadono lo Stato Pontificio, Maria non può sopportare tutto questo.
Nel 1824, forte di tale devozione, Maria de Mattias affida la direzione del suo spirito a Giovanni Merlini, collaboratore di San Gaspare e suo successore come superiore generale dell'ordine dal 1857.
Da questa persona di forte carisma Maria si lascia guidare per tutto il corso della sua vita.
Merlini intravede in Maria la persona adatta alla fondazione femminile ispirata al Sangue di Cristo, secondo il progetto di San Gaspare.
La presenza di Giovanni Merlini nella vita di Maria de Mattias è incisiva da tutti i punti di vista; ne è chiara testimonianza l'intensa corrispondenza epistolare tra i due.
Da quando il padre spirituale le affida le Figlie di Maria, inizia per la giovane maestra di Vallecorsa l'attività apostolica con le coetanee tra le mura domestiche.
Nel 1827 Maria entra tra le Maestre Trinitarie per un tirocinio nella vita religiosa e nel lavoro educativo. La Provvidenza, nel frattempo, preparava un altro piano volto alla fortificazione dell'animo della ragazza.
Santa Maria De Mattias
Santa Maria De Mattias

Inizia  allora un periodo tragico nella vita della nostra protagonista.
Il 31 gennaio del 1829 muore la sorella Vincenza e il 17 agosto dell'anno successivo la madre Ottavia.
Scossa da questi episodi Maria prende una decisione: dedicare l'intera esistenza per “dar gusto a Dio” ed educare il “caro prossimo” al culto del Divin Sangue.
E' forse in questa determinazione che si coglie l'animo innovativo di questa semplice ma allo stesso tempo grande donna d'Ottocento.
Una ragazza, così giovane, non solo è capace di leggere e scrivere, ma è intraprendente fino al punto di diventare addirittura maestra. Non si tratta di una semplice educatrice, Maria è l'insegnate dei poveri, con la straordinaria capacità di unire all'educazione delle giovinette una intensa predicazione ed evangelizzazione.
Nelle testimonianze del tempo, c'è chi giura di averla vista sollevarsi da terra durante una predicazione in chiesa.
Questo sengo evidente della Provvidenza Divina, sottolinea come lo Spirito Santo abbia agito in modo fervido durante le sue omelie, nonostante ella venisse continuamente additata e osteggiata dal collegio sacerdotale.
Il 1 marzo del 1834 lascia Vallecorsa e sosta a Ferentino . Qui incontra il vescovo Giuseppe Maria Lais e riceve l'incarico di fondare una scuola ad Acuto.
In tale occasione Maria dichiarerà apertamente di voler fondare un'Istituto.
Parte quindi per Acuto, accompagnata dalla domestica di famiglia Maria Tullio dopo aver ricevuto la benedizione paterna a Vallecorsa presso la Porta Missoria.
Il viaggio non è semplice. In sella ad un asino Maria è costretta a superare terreni cosparsi di rovi o aspre rocce e a viaggiare di giorno e di notte.
Le coincidenze aggravano la situazione: la prima notte di viaggio l'olio della lampada va esaurendosi.
Si narra che la Divina Provvidenza, a cui Maria affidava tutte le sue speranze, abbia riacceso il lume quella sera, permettendo alla nostra santa di giungere ad Acuto.
E' domenica, precisamente il 2 marzo del 1834 quando Maria sale le pendici del monte Acuto e, arrivata in paese, trova ospitalità presso la famiglia Longo.
Il giorno seguente si stabilisce in casa Pilozzi e il 4 marzo dello stesso anno dà vita a quel progetto che ella stessa volle “ a gloria di Dio”.
Fondata la Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo, trasferisce il 27 giugno la sua residenza in casa Frasca e nel febbraio del 1835 accoglie Anna Farrotti, la sua prima compagna.
Il 5 luglio dello stesso anno celebra, alla presenza di Giovanni Merlini e della sua compagna, il primo Congresso dell' Istituto.
Dopo essersi trasferita ancora, nel palazzo vescovile di Acuto, inizia le lunghe trattative per ottenere l'ospedale che sta cadendo in rovina.
Il 22 novembre del 1837 presenta al nuovo vescovo di Anagni, Monsignor Annovazzi, le prime regole del neonato ordine.
Una sensazione di febbricitante zelo per il progetto appena realizzato arde nel cuore di Maria, che non vuole nemmeno dare a vedere la malattia che intanto comincia a farsi sentire.
Sfortunatamente il 16 settembre del 1839, all'età di 72 anni, il padre Giovanni muore. Quale colpo peggiore avrebbe potuto riservarle il destino? L' animo di Maria perde il suo spirito di iniziativa, nulla va per il verso giusto: le suore non hanno una sede fissa, cosa che mira seriamente la stabilità dell'ordine, e ora quel Dio per cui ha abbandonato la sua famiglia ha deciso di togliergli anche la persona a lei più cara, quel padre che l'aveva cresciuta nell'interessse per la parola del Signore.
Si sente sempre più abbandonata Maria, non solo dal vescovo, non solo dal mondo, ma a volte dallo
stesso Gesù che aveva deciso di sposare. Nonostante tutto è troppo forte la fede in lei, pur vacillante si inginocchia costantemente ai piedi della croce e chiede forza, continua energia per superare anche questo ostacolo.
Il Signore, misericordioso verso i suoi figli, ancor di più per coloro che egli ha scelto per concorrere alla sua gloria non rimane impassibile alle preghiere di Maria.
Le lunghe trattative per la concessione della casa madre hanno finalmente una conclusione e il 27 agosto del 1843 la congregazione si trasferisce nell'ex ospedale restaurato al quale verrà successivamente annessa la piccola chiesa dell'Immacolata, qualche anno prima della proclamazione del dogma della Immacolata Concezione.
La vita di Maria de Mattias continua, intrisa di eventi come non mai.
E' ormai fiaccata dalla malattia la nostra protagonista, ma rifiuta le cure: deve continuare nella sua opera.
Dopo aver ottenuto il decreto di lode del Papa Pio IX è costretta ad allettarsi il 30 aprile del 1866.
Il giorno seguente celebra il suo ultimo Congresso per designare la nuova superiora della Congregazione che ormai era dedita anche e soprattutto all'educazione delle giovani fanciulle.
Il 20 agosto dell'anno del signore 1866, all'età di 61 anni, Maria alle ore 2.15 torna gloriosa vincitrice di una vita affaticata alla casa di quello “sposo amorosissimo” per cui aveva ardentemente lavorato.
La congregazione contava allora 200 suore divise in una sessantina di comunità italiane ed estere.
Dopo diverse battaglie, il 16 febbraio del 1936 sua santità Pio XI proclama solennemente le virtù eroiche di Maria de Mattias, beatificata successivamente da Papa Pio XII il 1 ottobre del 1950.
Il 18 maggio del 2003 sua santità Giovanni  Giovanni Paolo II la innalza alla gloria degli altari, conferendole quella aureola di luce che si era abbondantemente guadagnata in una vita di tanti sacrifici.

“ Perché una goccia del mio sangue unito al Vostro, o Signore,  giovi alla salvezza del mondo”

Ecco, semplici parole, scritte di suo pugno, per riassumere la grandezza di una vita spesa a gloria di Dio e a servizio del  “caro prossimo”.

Letto 4279 volte Ultima modifica il Martedì, 29 Dicembre 2009 10:00

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