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Anagni, chiuso il reparto di ostetricia

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ANAGNI - «L’attività del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Anagni è stata temporaneamente convertita in ambulatoriale per mancanza di medici. Con il blocco delle assunzioni e vista l’impossibilità di garantire il servizio con i turni, le guardie e le reperibilità siamo stati costretti ad interrompere il servizio». E’ del direttore generale della Asl di Frosinone, Giancarlo Zotti, la spiegazione della situazione che si è venuta a creare da mercoledì scorso all’ospedale di Anagni dove sono stati sospesi i ricoveri nel reparto diretto da Pasquale Gueci. Decisione che ha già scatenato un mare di polemiche e che ha indotto politici, ex amministratori, associazioni e cittadini a mobilitarsi per chiedere il mantenimento dell’unità operativa. Sono state raccolte circa quattromila firme e dal locale centrosinistra è stata inviata una lettera al presidente della Regione Piero Marrazzo con la richiesta di un incontro per un confronto «chiaro e definitivo sul futuro dell’ospedale». Le ragioni della protesta, però, si scontrano con gli indirizzi di razionalizzazione ed efficienza del servizio sanitario. «Dal 2005 al 2008 il reparto di ostetricia di Anagni – aggiunge il manager – non ha raggiunto la soglia dei parti necessari ad evitare lo smantellamento della divisione; eppure, malgrado i richiami dell’Agenzia regionale della sanità abbiamo consentito che l’attività del reparto proseguisse. In ogni caso, non è stato questo il motivo della sospensione dei ricoveri che oggi sono dovuti, come dicevo prima, alla carenza di medici che hanno chiesto il trasferimento altre strutture». Non si nasconde dietro un dito Zotti nemmeno di fronte all’ipotesi più temuta ad Anagni. «Il rischio che la chiusura diventi definitiva – dice – esiste». Mentre ci si prepara per la manifestazione di cui non è stata ancora fissata la data ma che pare si terrà in settimana, si registrano le prime reazioni ufficiali: «Non possiamo tollerare che il nostro ospedale venga chiuso – ha dichiarato l’ex sindaco Carlo Noto, uno dei maggiori fautori del movimento di protesta - e soprattutto non permetteremo che più nessuno possa nascere “anagnino”. L’annunciata chiusura del reparto di ostetricia rappresenta un primo passo verso la chiusura totale del nostro nosocomio, cosa che non posso accettare, soprattutto in qualità di cittadino e di operatore sanitario. La nostra sarà una protesta sentita, decisa: siamo pronti anche ad incatenarci pur di salvaguardare realmente le sorti del nostro Ospedale”. Catene anche per l’ex manager del comune di Anagni e consigliere regionale Franco Fiorito che attende «risposte immediate sulla riapertura di ostetricia» (da: IlMessaggero)

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Giugno 2008 22:59

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