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La frusinate Giorgia Iafrate testimonia sul Bunga-bunga: «Ruby dichiarò di non essere nipote di Mubarak»

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MILANO - È il giorno di Giorgia Iafrate al processo Ruby. Il commissario di polizia di Frosinone, in servizio la notte che la giovane marocchina fu arrestata per furto, ha dichiarato oggi al processo contro l’ex-premier Silvio Berlusconi che «Fu Ruby a dirmi di non essere la nipote di Mubarak ma che a volte si spacciava come tale». Secondo la teste, dunque, era talmente chiaro che la giovane non era la nipote del presidente egiziano che «non ci fu nemmeno bisogno di attivare il canale diplomatico».
La sera dell’arresto la minorenne fu poi affidata a Nicole Minetti, che a sua volta la lasciò in compagnia di una prostituta brasiliana con cui la marocchina conviveva.
All’udienza di questa mattina era presente, a sorpresa, l’imputato Silvio Berlusconi.

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